AUTOMOTORE 214 4133 ROCO
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Altro economicissimo acquisto fu ciò che rimaneva di un automotore Roco consistente nella sola scocca e telaio.
Il “piccolino” è arrivato nelle officine Rossi spoglio di tutto, motore, assi, respingenti e corrimano nonché con un paio di “gravi fratture” sull’imperiale.
Come prima cosa ho deciso di risanare proprio queste, per cui le mancanze sono state ricostruite con plasticard o acetato trasparente (la falda maggiore perché leggermente ricurva!) e fissate con colla per polistirene.
Dopo aver mascherato il tetto, l’ho ridipinto in color argento rendendo quasi invisibili le riparazioni.

Avendo stabilito di non volerlo ripristinare come funzionante (a quel punto sarebbe stato sufficiente contattare Gieffeci per i ricambi!) e quindi posizionarlo statico, ho tappato con del plasticard i panconi così da poterli dotare di gancio realistico mobile (Essemme), piastra battigancio (MdF) e condotte pneumatiche complete Roco.
Ho costruito un telaietto ridotto “all’essenziale” solo per il supporto ruote (celato da quello vero in metallo), utilizzando ancora il plasticard (in più strati) ed un coperchio della scatola ingranaggi appartenuta alla Tartaruga 027 Rivarossi che ancora conservavo! Non disponendo del motore, lo spazio vuoto all’interno della cabina di guida è stato colmato con una riproduzione della stessa. Anche qui il plasticard l’ha fatta da padrone, mentre altri dettagli sono in ottone; dipinta nel classico grigio azzurrino, fa bella mostra di se attraverso le ampie finestre.
Respingenti e relative custodie sono un ricambio Acme, mentre ho voluto provvedere da me anche per i mancorrenti e parapetti che ho ricavato da filo in rame Sommerfeldt.
Per la sagomatura mi sono aiutato con una dima in legno e chiodini, eseguendo poi le saldature direttamente su questa. Forse un po’ più grosse del dovuto, una volta dipinte con il giallo segnali non sono poi così male!
Già che avevo il saldatore “caldo”, ho provveduto alla realizzazione dei fanali servendomi ancora del filo di rame e tondini di alluminio in seguito fissati con colla epossidica bicomponente; più di ogni altra descrizione le foto rendono idea del risultato.
Dopo i dovuti ritocchi di colore ed una efficace patinatura, la macchina posa sui piccoli diorami di mia costruzione o viaggia “rimorchiata” per piccoli spostamenti in deposito.