ALe 540 017 PROVE ELETTRICHE

Proseguendo la realizzazione dei veicoli diagnostici da cui sono particolarmente attratto, non poteva mancare l’elaborazione di uno tra i più curiosi che il Centro Dinamica Sperimentale di Firenze abbia avuto in dotazione.
Trattasi dell’elettromotrice ALe 540 017 utilizzata come laboratorio mobile per test sulla ripetizione segnali e prove elettriche in genere. Questa elettromotrice allestita dal CDS nel 1993, ha di fatto sostituito (ereditandone parte della strumentazione) la gemella 021 con cui furono condotte fin dai primissimi anni ’80 le verifiche sulla trasmissione dei telefoni terra-treno.
Formalmente radiata nel mese di Ottobre 2003, la 017 è stata poi inviata a Livorno per la demolizione.
Il modello di base utilizzato è l’ALe 540 006 prodotta dalla GT diversi anni addietro e sebbene la 017 fosse una unità appartenente alla seconda serie, le numerose modifiche apportate non permettono di distinguerne le sostanziali differenze.
Ho come prima cosa privato la cassa di tutti i particolari riportati quali pantografi, corrimano, cavi e sezionatori, trombe, fischi nonché porte e vetri quindi fotografie alla mano, mi sono messo al lavoro.
Prendendo come riferimento la cabina A dell’elettromotrice laboratorio e guardando la fiancata sinistra, si nota che il settimo finestrino è accecato; sul modello GT quello chiuso era l’ottavo dunque ne ho invertito la posizione aprendo l’uno e tappando l’altro con un rettangolo in plasticard di eguale misura. Lo scasso è ottenuto previo tracciatura dei contorni seguita da una serie di forellini guida con una punta da 0,8 mm. di diametro; il taglio definitivo mediante cutter ben affilato e la rifinitura con limette di varia sezione ha consentito un lavoro abbastanza preciso. L’operazione è stata ripetuta per ridimensionare/aprire gli altri dietro le cabine di guida.

Dopo aver tracciato le linne guida per lo scasso da eseguire, una serie di forellini lungo il perimetro hanno consentito una minore pressione con il cutter ed una più precisa realizzazione del finestrino. Quello adiacente invece è stato occluso con un rettangolo in plasticard da mm.2 di spessore.


Altre fasi della lavorazione; alcuni finestrini dietro le cabine di guida sono stati aperti ex novo o ridimensionati, compreso quello centrale sul muso. Anche al vero gli intercomunicanti della ALe 540 017 vennero sigillati. Lo scasso sul telaio è stato eseguito per inserirvi una riproduzione del vano accoppiatori in microfusione di ottone.

Sullo stesso lato ma sotto il finestrino del macchinista, vi è uno sportello con presa d’aria a persiana realizzato praticando un’incisione rettangolare con il cutter ed una lastrina in fotoincisione ad imitazione della griglia.
In ottone sono anche i quattro minuscoli areatori visibili sul modulo cieco dietro la cabina di guida posteriore (lato salita). A caratterizzare questa ALe 540 oltre alla particolare livrea, erano le porte a battente dei vestiboli (di cui una a doppia anta!), curiosamente sostituite a quelle originali; tale modifica mi è stato spiegato cortesemente da Stefano Patelli, fu eseguita in virtù della minore manutenzione richiesta rispetto a quelle pneumatiche. Sarebbe stato semplice e veloce costruirle ex novo con il plasticard, ma io che amo creare delle difficoltà a me stesso ho voluto innestare quelle ricavate da una ALe 601 Lima.
Dopo averle asportate dalla scocca originale, un lavoro di “microchirurgia modellistica” ha permesso di eliminare i corrimano stampati ed il coprigiunto a fianco della maniglia di apertura. Ovviamente ho dovuto ridurre l’altezza dei finestrini accorciandone i montanti di circa tre millimetri e al tempo stesso aumentare la lunghezza complessiva delle porte incollando tasselli in plasticard su cui ho fissato anche il predellino (profilato a L), praticato le incisioni occorrenti e i fori per i nuovi corrimano.

Come al vero le porte a libretto, caratteristiche di buona parte delle automotrici elettriche, sono state sostituite con altre a battente; la modifica fu eseguita per abbattere i costi di manutenzione. Per il modello ho scelto di adattarvi quelle di una ALe 601 Lima, profondamente elaborate.


Per raggiungere le dimensioni ottimali delle porte, sono stati ridimensionati finestrini (accorciati in lughezza mediante taglio) ed inseriti alcuni tasselli in plasticard. Dello stesso matriale sono i profilati ad L che costituiscono i predellini di salita.

In prossimità delle testate gli unici interventi hanno riguardato l’asportazione di chiodature ed incisioni sul vano intercomunicante, come al vero sigillato e l’alloggiamento per il terzo faro riprodotto con tubo in alluminio da 2,5 mm. di diametro esterno, utilizzato anche per le ghiere dei fanali.
In occasione del nuovo allestimento, la 017 venne dotata di un vistoso impianto per l’aria condizionata montato esternamente sul tetto; io l’ho costruito con il plasticard (basandomi sempre su riscontro fotografico) aggiungendo alcuni dettagli in ottone a simulare griglie, ventole e tubature.
Ho stuccato infine tutti i fori presenti ad eccezione di quelli per i sostegni del cavo A.T, sostituito da accessorio Rail Details, riposizionato alcuni aeratori e inserito i nuovi attacchi per le scalette d’ispezione.

Ecco il cassone che riproduce l'impianto per l'aria condizionata. E' realizzato in plasticard ed arricchito con alcune griglie in fotoincisione sulla base di quanto potuto riscontrare da alcune fotografie del rotabile vero. Posizionato sull'imperiale, rende subito riconoscibile la silhouette dell'ALe 540 017 sebbene ancora priva della verniciatura.

Sul telaio ho eseguito l’apertura di uno dei cassetti frontali entro cui alloggiano gancio e accoppiatori pneumatici, inserendovi una riproduzione del vano che avevo disponibile.
Gli sportelli sulla carenatura inferiore, così come realizzati dal produttore, non sono un gran che (per la verità sono mal eseguiti ed in rilievo), ma lungi da me il volerli incidere uno ad uno, mi sono limitato ad aggiungervi alcune griglie in fotoincisione e ad accentuare gli incavi per l’apertura degli stessi.
I modelli GT sono notoriamente vicini alla Rivarossiana scala1/80 dunque le proporzioni risultano lievemente falsate ma, complice il fatto che come al vero questa elettromotrice è destinata a circolare isolata, la cosa non infastidisce. Ho comunque provveduto ad abbassare l’assetto del rotabile dopo aver tornito 2/3 mm. i perni in ottone per la rotazione dei carrelli ed eliminato da sotto il telaio gli incavi per le originarie porte a soffietto che ne avrebbero limitato alloggiamento e rotazione.
A proposito del carrello per riprodurre in maniera rapida ed economica il tipo R1090 con cui furono equipaggiate le ALe 540 dalla seconda serie in poi, sono ricorso al cassetto degli esuberi: qui ho recuperato due vecchi Lima che montavano alcune carrozze FS in scala 1:100. Il dettaglio boccola/parasala (la cui incisione e finezza può ancora oggi competere!) è molto simile a quello degli R1090, quindi li ho trapiantati sui GT dopo aver tagliato con un seghetto circolare il medesimo particolare; un appunto è fattibile ai ceppi non complanari alle ruote e la scritta FS anziché RIV sui coperchietti, ma la posizione bassa e seminascosta dai vestiboli rende il tutto meno evidente; dopo avervi aggiunto la riproduzione dei captatori per la ripetizione segnali non sono poi male.
Ho dovuto studiare una soluzione per bloccare l’insieme cassa/telaio in quanto a tale scopo non vi era altro che un fragile appoggio interno alla cassa; ho dunque disposto nuovi e più solidi ancoraggi assicurati da tre robuste viti passanti che dal sottoccarena fanno presa su dadi fissati al tetto.
A seguito di un accurato lavaggio con uno sgrassante di uso domestico, ho dato il via alla verniciatura applicando l’azzurro Savoia (mi è parso molto simile all’originale), per riprodurre la fascia intermedia; la scelta di iniziare da questo colore è stata adottata per facilitare la successiva mascheratura di separazione con il bianco, facendo quindi passare il nastro da carrozzieri al di sotto dei fanali. Il disegno a forma di ampia V, abbassandosi gradualmente in corrispondenza delle cabine di guida, arriva fino al centro dei musetti seguendone la linea tondeggiante.
Ad onor del vero il punto di convergenza avrebbe un'angolazione più accentuata ma la posizione dei fanali sul modello ne ha determinato il grado di inclinazione.
Per il tetto ho utilizzato il grigio ardesia (distribuito sull’intera superficie fino al ricasco), dopo aver tribolato non poco per delimitare la porzione da dipingere a causa della pronunciata inclinazione e bombatura dei frontali.
Una passeggiata invece è stata l’esecuzione del telaio che ha potuto essere verniciato a parte in colore blu scuro; le vernici utilizzate, tutte applicate ad aerografo, sono colori acrilici della gamma Puravest.
Le scritte del Servizio Materiale e Trazione, il logo FS e la marcatura sono realizzate al computer dall’amico Massimo Storari, successivamente inviate al maestro Franco Lepri per la trasformazione in decals; dopo averle posizionate, ho applicato il protettivo trasparente satinato Puravest. Ad essicazione avvenuta ho inserito i finestrini originali cui ho ritoccato le cornici in bianco opaco ed applicato le tendine parasole, fondamentali per nascondere l’ingombrante meccanica con relativo groviglio di cavi e viti di fissaggio, mentre i vetri sulle porte di salita sono in plastica trasparente sagomati e fissati con colla epossidica.
Con del cartoncino ho infine realizzato i vani per le cabine di guida anch’essi utili ad attenuare l’aspetto vuoto e a contenere l’irradiazione di luce data dalle lampade.
I pantografi montati sono come al vero uno tipo 52 ed un ATR90, scelti tra la produzione Fa.Sa.
Ho completato il modello insererendo i corrimano (quelli per le carrozze tipo X Rivarossi ricolorati in alluminio), le trombe, il fischio ed i piatti dei respingenti. Notevoli per finezza, i tergicristallo sono un accessorio Rail Details. Un doveroso ringraziamento va a tutti i collaboratori dei siti internet TrainzItalia, Trenomania, Photorail ed AmiciTreni, fonti dalle quali è stato possibile ricavare le fotografie del rotabile al vero.

Ecco infine per confronto un paio di immagini del rotabile al vero realizzate da Michele Sacco.Le iscrizioni laterali ed il logo FS sono realizzati al computer e successivamente trasformate in decals. Destinata come al vero a correre isolata, una testata dell'elettromotrice è riprodotta con i fari rossi e tabella di coda.