A BORDO DEL DIA.MAN.TE
Cronaca di una giornata nel mondo RFI



Il complesso sistema di apparati che regolano in sicurezza la circolazione dei treni, ha subìto nel tempo un'evoluzione difficile da esporre e ancor più sintetizzare in poche righe; dal primordiale bastone pilota e al segnalamento con dischi girevoli o ad ala semaforica del 1900, passando per i circuiti di blocco automatico e segnali luminosi siamo giunti, a partire dai primi anni '80 del secolo scorso, alle correnti codificate con ripetizione in cabina che permettono al macchinista di conoscere in anticipo l'aspetto dei segnali sulla tratta che sta percorrendo.
Di pari passo l'infrastruttura tutta ha mutato aspetto e funzionalità; l'intera rete nazionale preesistente è stata via via adeguata a specifiche normative di sicurezza ed affidabilità necessarie al potenziamento e ad un sempre più efficiente trasporto dei passeggeri e delle merci.

Rete Ferroviaria Italiana è l'ente che gestisce la fitta ragnatela di collegamenti lungo il nostro paese; di sua competenza la manutenzione dei binari e del segnalamento, della linea aerea, delle opere civili e di scavo delle gallerie, della realizzazione di ponti e viadotti, della posa di cavi e fibra ottica, della diagnostica.
Nuove linee ad alta velocità caratterizzano oggi il trasporto sulla media-lunga distanza, traffico che viene gestito, attraverso sofisticati sistemi di controllo centralizzati e dispositivi satellitari (all'avanguardia nel panorama ferroviario mondiale), da validi Ingegneri e Tecnici che quotidianamente operano dietro le quinte.

Ho potuto apprezzarne capacità e professionalità trascorrendo una giornata fuori dal comune, dapprima con una visita alla sala DCO di Bologna dove viene gestita, tra le altre, l'intera rete Alta Velocità Milano – Firenze, quindi con un viaggio a bordo del treno diagnostico DIA.MAN.TE di RFI, un vero gioiello tecnologico!


L'occasione è stata l'incontro da parte di Rete Ferroviaria Italiana con alcuni ragazzi dell' Istituto Aldini Valeriani Sirani di Bologna, scuola d'eccellenza nella formazione tecnica e professionale in vari settori, tra cui appunto l'ingegneria ferroviaria.
La mia aggregazione è stata in qualità di collaboratore e fotografo dell'evento e a far da tramite, come sempre, l'inossidabile Ing. Giovanni Marchi del CIFI che proprio da quell'istituto, nel lontano 1965, ne usciva come Perito Termotecnico.

Appuntamento alle 10.30 all'esterno della sede PCS di Bologna Centrale per riunirci poi nell'aula conferenze dove ci ha raggiunti un operatore del DCO, Ing. Giuseppe Longo incaricato di presentare la struttura e di condurre i ragazzi in visita alla sala operativa.

Educati e ben disciplinati, i ragazzi dell'Aldini Valeriani si sono mostrati attenti e curiosi sopratutto durante il percorso nell'avveniristica sala dove le decine di monitor presenti evidenziano in tempo reale il complesso movimento schematico dei treni afferenti al trafficato nodo bolognese.
L'ambiente è particolarmente spazioso e curato, con luce soffusa e silenzioso (la concentrazione deve essere totale) e gli operatori si muovono con destrezza tra mouse, tastiere, telefoni GSMR e a cavo... qui niente leve, chiavi o pulsanti!
La sezione che gestisce l'Alta Velocità dispone di schermi video attraverso cui si rilevano eventuali irregolarità di marcia o anomalie, grazie a telecamere dislocate in vari punti della linea.
Alcune di queste inviano frames stile foto-finish relativi allo stato del pantografo durante il transito degli Eurostar, con qualità di fermo immagine davvero impressionante!
Quadri luminosi e grafici orari anche per le linee tradizionali dove sono evidenziate le sezioni di blocco, i vari bivii e le stazioni; tutto ormai è telecomandato da qui!
In un'area a sé, vuota e spenta come ci si augura rimanga sempre, una sala riunioni per le situazioni di criticità.
Dopo l'interessante visita i ragazzi sono nuovamente condotti nell'aula conferenze, attesi dal responsabile RFI Ing. Berardino D'Angelo e collaboratori che illustreranno metodicità e programmazione degli interventi necessari al mantenimento degli alti standard qualitativi e di sicurezza sulle nostre linee .
Attraverso alcune slide vengono proiettate schede e grafici con l'organigramma aziendale, pertinenze e procedure con cui i tecnici operano quotidianamente per garantire l'efficienza dell'intera rete ferroviaria.
Tema principale, la flotta dei treni diagnostici di cui RFI dispone per monitorare costantemente lo stato di salute di tutta l'infrastruttura, argomento di estremo interesse anche per il sottoscritto in quanto affascinato da questi preziosi rotabili...motivo non secondario della mia partecipazione!
Vengono descritte le peculiarità di ogni convoglio con specifica ai rilievi che ciascuno di essi è in grado di effettuare, dislocazione, sedi operative e frequenza delle corse tecniche. Mediante sofisticate apparecchiature di bordo è possibile eseguire la mappatura delle più piccole anomalie su armamento, binari e linea di contatto nonché la diagnosi dei moderni sistemi di comunicazione e segnalamento. Questi treni portano il nome di grandi scienziati quali Archimede, Galileo, Euclide e Cartesio. Vi sono poi i complessi Talete e Aldebaran o altri il cui nome è formato da un acronimo come ad esempio l'automotore CARONTE (da Car on Technology) e DIAMANTE (che sta per Diagnostica e Manutenzione Tecnologica) ultimo arrivato in casa RFI, derivato da un ETR 500 PLT e in grado di eseguire i rilievi su linee AV viaggiando ad oltre 300 km/h.

A coronare questa interessante sessione sarà proprio un viaggio a bordo del DIA.MAN.TE che appositamente per i ragazzi dell'Aldini Valeriani effettuerà una sosta non prevista in orario (proviene da Napoli con diagnostica attiva) per una corsa dimostrativa fino a Milano C.
Consumiamo un veloce ma ristoratore pasto assieme ai tecnici RFI ed alle 14.00 circa siamo di nuovo riuniti alla stazione di Bologna Centrale; ancora un elogio ai ragazzi per la puntualità e la serietà dimostrata.
Ci portiamo al binario 17 della nuova stazione sotterranea e ordinatamente attendiamo l'arrivo del DIA.MAN.TE.
Lo precede un Frecciarossa in servizio commerciale quindi, puntualissimo alle 14.30, il nostro treno fa il suo ingresso. Ci raccomandiamo con i ragazzi che l'incarrozzamento avvenga in modo rapido e ordinato.
Il treno ci sfila davanti e si arresta in corrispondenza della vettura n. 5 dove ci accoglie un'elegante e graziosa Capotreno, nota bene, non di Trenitalia ma di RFI; la presenza di un capotreno è necessaria in tutte le occasioni in cui vi siano a bordo persone accreditate, stampa o autorità.
Attualmente per RFI è affiancata in tale veste solo da un'altra collega.

Veloce brefing per concertare come muoversi all'interno del treno e si decide di effettuare due gruppi distinti; uno andrà verso la testa dove sono dislocate le apparecchiature per i rilievi elettrici, l'altro verso la coda dove si eseguono quelli sull'armamento.
I due gruppi con i relativi accompagnatori si incontreranno poi al centro del treno per andare nelle posizioni opposte. Non sembra ma viaggiando a 300 km/h non abbiamo molto tempo a disposizione prima di arrivare a destinazione! Mi aggrego al gruppetto di ragazzi che va verso la testa, quindi attraversiamo un paio di carrozze: la n.4, priva di arredo, è adibita a stiva e magazzino componentistica mentre nella n.3 (allestita come la 5 con poltroncine classiche) è seduto un simpatico manichino del tipo in uso nei crash test; è il passeggero campione che, quando strumentato, serve a monitorare il livello di comfort durante la marcia ad alta velocità.

Raggiungiamo le prime postazioni di diagnosi per le apparecchiature elettriche ed il segnalamento. Il treno viaggia con le tende ai finestrini in posizione abbassata per evitare il riverbero della luce del sole. Sui monitor (tutti disposti da un lato o l'altro degli ambienti) possiamo vedere in tempo reale le riprese della telecamera frontale mentre in sovrimpressione scorrono progressiva kilometrica, località, velocità, numero del treno, data e ora. E' costantemente visualizzato il comportamento del pantografo con l'ipnotizzante zig – zag del filo di contatto, movimento repentino a quella velocità! Ovunque computers, stampanti, armadi elettrici, centraline di ricezione/trasmissione dati, antenne radio ed ai tavoli operatori intenti alla verifica dei parametri durante la marcia.
Un'efficiente impianto a diffusione sonora permette ai tecnici di comunicare in viva voce lungo tutto il convoglio
Il nostro accompagnatore non lesina informazioni riguardo a questo o quello strumento, quale funzione abbia nel rilievo e come i dati vengono elaborati per programmare, in caso un'alterazione del range di misura lo richieda, il successivo intervento delle squadre di manutenzione. Questa, ci conferma l'addetto, viene eseguita di norma durante le ore notturne, quando la linea ad Alta Velocità non presenta traffico.



Ci è concessa anche una visita alla cabina di guida, breve sia per motivi di spazio che per ovvie ragioni di sicurezza! Attraversare il corridoio della E.404 è stato come scendere all'inferno; il frastuono ed il calore dissipato ha superato ogni mia precedente esperienza fatta a bordo di locomotive di ogni tipo! In cabina (pressurizzata e climatizzata!) accediamo, strettissimi, quattro alla volta e al banco a condurre questo bolide (in quell'istante viaggiamo a 296 km/h) troviamo un'altra affascinante ragazza; capelli raccolti e foulard rosso al collo, ci saluta con un sorriso senza togliere la mano dal joystick della trazione e lo sguardo attento alla linea, esibendo la disinvoltura di chi sta guidando...un autobus di citta'!

La visita al posto di guida è stata per i ragazzi davvero entusiasmante e nonostante non fossi digiuno di tali sensazioni...lo è stata anche per me!

Ripercorriamo all'inverso il convoglio incontrandoci a metà con l'altro gruppo...siamo sincronizzati e perfectti! Attraversiamo la piccola sala conferenze attrezzata con tavolo dotato di prese elettriche, porte usb, microfoni, telefoni e due grandi schermi video alle pareti, quindi raggiungiamo la parte del convoglio che effettua i rilievi sull'armamento.

Qui ci attendono l'Ing. D'Angelo e collaboratori per illustrare in tempo reale attraverso gli strumenti quanto esposto teoricamente nella mattinata.

Viene ribadita l'importanza di una capillare e costante diagnosi dell'infrastruttura a garanzia della sicurezza di marcia dei treni. A sorpresa ma in modo estremamente gioviale, vengono poste alcune domande ai ragazzi i quali dimostrano di aver appreso i concetti fondamentali su geometria del binario, sopraelevazione della rotaia, sghembi, soletta e ballast; termini tecnici che in futuro, se vorranno continuare questo affascinante percorso, diventeranno per loro abituali.

All'improvviso si sentono i circuiti di trazione disinserirsi, segno che stiamo passando dai 25 kv. alla tradizionale alimentazione a 3 kv. per cui è previsto l'utilizzo dell'altro pantografo; siamo giunti al P.C. Melegnano, termine della tratta AV e del nostro viaggio!

Ci riuniamo nella carrozza n.5 dove scambiamo con i nostri relatori impressioni e commenti rilassandoci gli ultimi minuti prima dell'ingresso sotto le grandi volte di Milano Centrale. Il treno sarà poi ricoverato nell'impianto di Martesana e il giorno successivo effettuerà una corsa su Venezia.
Salutiamo ringraziando per la cordiale ospitalità i tecnici RFI e il personale del DIA.MAN.TE che ci ha concesso il privilegio di viaggiare con loro in assetto operativo, complimentandoci ancora per la professionalità.

Un paio di scatti a fianco del treno sono di rito e il volto sorridente di tutti lascia intuire il successo dell'iniziativa; “in bocca al lupo” ragazzi dell'Aldini Valeriani, con un po' d'impegno tra qualche anno alcuni di voi potrebbero trovare impiego proprio a bordo di un gioiello come questo...DIAMANTE.