ELABORAZIONI

Elaborare un modello, come detto, significa sostanzialmente apportare modifiche volte a migliorarne l'estetica o la meccanica. Nel primo caso queste possono riguardare l'applicazione di aggiuntivi e raffinati elementi di dettaglio, semplici ritocchi di colore, oppure la completa riverniciatura del modello in seguito ad interventi di maggior entità come, tagli e stuccature, eliminazione o ricostruzione di particolari.

Fasi della elaborazione di una E.444 Prototipo su base Lima.
Gli interventi principali sono, l'arrotondamento dei frontali al fine di ottenere una forma più corretta, l'eliminazione dei particolari stampati quali, corrimano(che verranno ricostruiti in filo metallico), trombe, fischio e la riproduzione della modanatura per poter ambientare il modello negli ultimi anni di servizio.Sono stati ricostruiti con il plasticard, le scalette di accesso alla cabina, il pancone frontale ed altri dettagli minori sul tetto, dove sono stati inseriti anche gli isolatori in ottone per i pantografi ed una finissima griglia in fotoincisione che riproduce il praticabile sopra lo sfogatoio.

Sostituito infine i fanali (sproporzionati sul modello Lima) con altri di dimensioni ridotte e ottenuti da tubetti in alluminio da mm.2.5 di diametro, l'intera cassa attende di essere ridipinta ad aerografo. Ultimi ritocchi saranno l'applicazione di aggiuntivi e decals commerciali nonchè una leggera patinatura.



Le modifiche alla parte meccanica generalmente comprendono la sostituzione dei motori con altri di minor ingombro o più elevata potenza, adattamenti per telaio e rodiggio, carrelli, sostituzione dei pantografi e rifacimento dell'impianto elettrico.

Telaio e relativo motore di locomotiva 236 Lima modificato per la realizzazione di una 245 FS con trasmissione a bielle.
Si notano le ricostruzioni in plasticard per portare il carro alla lunghezza necessaria, nonchè la ricentratura del motore
al fine di alloggiarlo nel mantello di un 245 Rivarossi.

Si possono inoltre realizzare modelli esclusivi, in quanto non presenti sul mercato, lavorando materiali di uso comune quali, plastica, ottone e legno oppure mediante elaborazione di prodotti commerciali.
Per quanto riguarda l'autocostruzione integrale, personalmente prediligo il Plasticard o Evergreen (in fogli e listelli di vario spessore) per l'indiscussa facilità di lavorazione e l'ottimo ancoraggio delle vernici durante la finitura dei modelli.
Sulla base di alcuni disegni quotati, ho realizzato, utilizzando esclusivamente questo materiale, la Locomotiva prototipo E.666, uno dei rotabili sperimentali FS il quale svolse un lungo ciclo di prove nel corso dei primi anni '70.

Modello della Locomotiva E.666 realizzato in plasticard prima della verniciatura e dettaglio del pantografo modificato.

Questa elaborazione, impegnativa ma non estremamente difficoltosa, ha permesso di ottenere un modello inedito per la mia collezione. Tale prototipo al vero fu approntato dalle Officine FS come cassa zavorrata per i due carrelli a tre assi, soggetto della sperimentazione.
L'articolo completo inerente a questo modello è pubblicato su Tutto Treno n°205.

Per elaborazioni che hanno come base modelli commerciali, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, gli interventi non sempre risultano agevoli. Ovviamente ciò dipende dal tipo di rotabile che si possiede e quale invece, se ne intende ricavare, perchè se è vero che la struttura di base può coincidere nelle dimensioni fondamentali, sovente le modifiche da apportare sono numerose e con grado di difficoltà variabile. In alcuni casi si rende necessario l'assemblaggio di parti provenienti da più rotabili, anche di tipologia diversa, al fine di ottenerne uno in particolare; con questa tecnica ho costruito il prototipo del Pendolino Fiat Y 0160, la Carrozza Oscillografica e la Carrozza Misure Elettriche.