CARROZZA SISTEMI FRENANTI
99-90 010 Vpf

Costruita dalla Fervet di Castelfranco Veneto nel 1990 circa, la carrozza Sistemi Frenanti 99-90 010 Vpf, coeva e simile per struttura alla Carrozza Oscillografica 99-90 000 Vos, in principio rivestì la medesima livrea blu/celeste con filetti gialli e vistose iscrizioni laterali Carrozza Prova Freni; oggi è possibile ammirala nel più elegante blu scuro con freccia gialla su cui campeggia la nuova dicitura Sperimentale Sistemi Frenanti.
Assegnata al CDS di Firenze viene impiegata in vari test dinamici tra cui prove che prevedono lo sgancio in corsa di un rotabile per verificarne spazio e tempi di arresto. A tale proposito, un carro appositamente attrezzato e zavorrato è frequentemente abbinato alla Sistemi Frenanti.

La carrozza Sistemi Frenanti vista dall'estremità dotata di cabina guida. Dal confronto con il rotabile vero, grazie alla stupenda foto reperita attraverso il sito Trenomaniafoto (invito l'autore a contattarmi per essere meritatamente menzionato!), si può dire che forma, livrea e dettagli sono stati rappresentati al meglio.

La realizzazione in scala 1/87 ricalca a grandi linee quanto fatto dal sottoscritto per la Carrozza Oscillografica presentata sul numero 187 di Tutto treno, ovvero l'utilizzo di parti provenienti da tre diversi modelli di carrozze FS (cassa di una UIC-Z, tetto cannellato di una UIC-X e telaio di un bagagliaio UIC- X, tutto di produzione Lima o Rivarossi) e la lavorazione che non discosta molto da quanto descritto in quella occasione.
Come prima cosa ho eliminato la carenatura inferiore sulla scocca della vettura Z (di intralcio al “matrimonio” con il differente telaio), conservandone solo le porzioni in prossimità dei vestiboli; la scelta di utilizzare tale modello è dettata dalla perfetta riproduzione delle porte ad espulsione presenti anche al vero.
Per riprodurre la piccola cabina di guida ad una estremità ho aperto due finestrini frontali che misurano mm. 7 x 5, eseguito gli scassi per l'alloggiamento della condotta 78 poli e sostituito le porte scorrevoli intercomunicanti con una a battente; le operazioni sono state eseguite mediante cutter ben affilato.
Ho lasciato in opera le sedi dei fanali di coda in quanto avrebbero ospitato in seguito i tubicini in alluminio a riproduzione dei fari regolamentari di illuminazione. Sopra questi ho praticato i fori per le piccole lampade di segnalazione rosso/verde, riprodotte con spezzoni di filo in rame da mm.0,5.
Successivamente sono stati eliminati gli sportelli per gli indicatori di percorrenza e la porta in prossimità della cabina di guida (lato macchinista) sostituita da un finestrino di maggiori dimensioni. Durante questa fase ho praticato anche i fori per i corrimano sulle porte di salita, quello di presa del manovratore e per i tergicristallo frontali.
Con piccoli pezzetti di plasticard ho costruito le scatoline esterne che permettono (al vero) la connessione per il cablaggio degli strumenti e gli sportellini di custodia della presa REC maschio. Le varie operazioni di rifinitura sono state eseguite con stucco, limette di foggia appropriata e carta abrasiva, quest'ultima utilizzata a grana finissima per eliminare le tampografie originali in XMPR.
A questo punto sono passato a lavorare sul telaio che, come detto, ha dovuto essere adattato alla scocca raccordandone le estremità presso i vestiboli; ripetuti accostamenti tra le due parti hanno permesso di trovarne il giusto punto di unione.
Parte delle apparecchiature sottocassa sono state trapiantate dal telaio UIC-Z, altre invece provengono dai soliti cloni in resina (già visti su altre elaborazioni) o autocostruite.



Sistemi Frenanti- Fasi di lavorazione

Armadi elettrici, generatori e serbatoi sono fissati mediante colla epossidica bicomponente sulla base di quanto riscontrabile al vero.
Superfluo ma doveroso è dire che la documentazione fotografica è stata reperita attraverso i noti siti internet a carattere ferroviario, nonchè varie riviste.
I pochi e semplici interventi sul tetto hanno riguardato l'esecuzione dei fori per terzo faro, trombe, fischi e l'applicazione di due sfogatoi sui ricaschi dopo di che, a seguito di accurato lavaggio con uno sgrassante di tipo domestico sono passato alla verniciatura, operazione che ha richiesto la temporanea unione di scocca e telaio. Su quest'ultimo inoltre ho preservato, coprendole, alcune delle marcature di servizio così da non doverle rifare in seguito (sebbene imprecise per la Vpf, sono ben eseguite e risparmiano un po' di lavoro).
Il colore di base è dato da una comune bomboletta spray per auto RAL 5003 – Blu Zaffiro prodotta da Sol Color quindi, attesa la dovuta asciugatura, ho delimitato con nastro da carrozzieri il disegno a doppia freccia dipinto in giallo segnali; inclinazione, distanza e larghezza delle fasce sono state dedotte osservando le fotografie con risultato tutto sommato soddisfacente.
Mediante aerografo invece sono stati dipinti i montanti delle intercomunicazioni con un colore grigio chiarissimo, il sottocassa (uniformato in nero opaco) ed il tetto in color alluminio.
Ad essiccazione avvenuta ho posizionato le iscrizioni identificative Sperimentazione e Sistemi Frenanti, realizzate al computer e stampate su carta adesiva trasparente, il logo FS Trenitalia (decals MdF) e la marcatura 60 83 99-90 010-9 Vpf fatta preparare da un amico.
Saltano all'occhio sul modello come al vero, due bande colorate gialle e rosse poste sugli armadi nel sottocassa; io le ho realizzate con striscioline di nastro adesivo per elettricisti. Una mano di trasparente opaco è servita ad uniformare i supporti decals/adesivi attenuando inoltre le tonalità di colore quindi, una volta asciutto, ho iniziato ad assemblare il modello.
Sui frontali ho inserito quattro tubicini in alluminio da mm. 2,5 di diametro a riproduzione dei fanali ed i vetri realizzati con acetato trasparente, compreso quello sulla porta intercomunicante. I finestrini sulle fiancate provengono da una MDVC Lima, separati ad uno ad uno e scelti perchè si incastravano alla perfezione senza alcun aggiustaggio.
Per le porte di salita sono stati riutilizzati i vetri originali e quello del macchinista è stato riprodotto semiaperto; lascia intravvedere la parziale riproduzione della piccola cabina guida! Non mancano alcune tendine parasole abbassate ottenute da cartoncino colorato che nascondono in parte gli arredi interni, volutamente non modificati.
Ho completato il modello con accoppiatori REC maschio/femmina e condotta 78 poli reperiti tra gli accessori Essemme, condotte pneumatiche e gancio realistico su di un solo frontale (gli originali aggiuntivi) ed i fini tergicristallo di produzione MdF.

Vista di tre quarti del fianco lato scompartimenti. attraverso il vetro semiaperto del macchinista è possibile vedere la parziale riproduzione della piccola cabina di guida dove, tra tanti dettagli, spicca un estintore Esseemme. Su questo lato, per occultare gli arredi interni non modificati, la maggior parte dei finestrini presenta le tendine parasole in posizione abbassata. La seconda foto mostra il carro Sgnss attrezzato con zavorra mobile durante le operazioni di carico eseguite da una gru a paranco.

Dettaglio del castelletto montato sul carro Sgnss; funge da supporto per le condotte ed i tubi collegati alle apparecchiature di misura installate sulla carrozza Sistemi Frenanti. Dispositivi automatici e maglia sganciabile in corsa permettono ai due veicoli di venire separati durante la marcia, al fine di valutare tempi e spazi di arresto del carro zavorrato. Inquadratura frontale per la Vpf; fanaleria regolamentare e supplementare, condotte pneumatiche e 78 poli, prese REC e gancio realistico contribuiscono al realismo d'insieme.

Come al vero, le pedane ribaltabili frontali sono dipinte in rosso fuoco e recano la scritta “vietata manovra a spinta”. I corrimano di salita sono Roco, quello per il manovratore è autocostruito come la relativa predella e infine, sull'imperiale, trombe e fischi sono aggiuntivi per locomotive.
Equipaggiata con i carrelli Fiat dotati di smorzatori antiserpeggio, la vettura era completa ed attendeva solo...un compagno di lavoro!
Gli amici aretini di Errezeta hanno in catalogo il carro Sgnss attrezzato per le prove menzionate all'inizio e dal momento che la loro produzione è esclusivamente in ottone, ho fatto allestire dall'amico Bruno Zei il solo set container/pianali già saldati che ho provveduto a dipingere come l'originale.
Ho preferito realizzare in proprio i blocchi di zavorra caricati sui due pianali utilizzando listelli di noce per non gravare sul peso complessivo del carro, un Sgnns della Oskar anch'esso modificato con la vistosa intelaiatura arancione su cui sono fissati cavi e condotte pneumatiche. Accessoriato con la dotazione di bombole e serbatoi previsti, più altri dettagli autocostruiti, il veicolo è stato abbinato alla Sistemi Frenanti per spettacolari “prove di lancio” in H0.

Ecco infine due immagini al vero della carrozza Sistemi Frenanti e del carro complementare reperite attraverso il sito AmiciTreni.net ed eseguite da Paolo Carnetti, abilissimo fotografo e noto agli appassionati per le sue splendide realizzazioni modellistiche!