CARROZZA MDVE INOX
11-78 299 nA

A seguito del piano di ammodernamento che le FS intrapresero a partire dal 1980, furono commissionate innovative carrozze per il trasporto vicinale e a media distanza. Caratterizzate dal nuovo profilo vennero subito classificate come MDVE (medie distanze a vestiboli d’estremità) e MDVC (a vestiboli centrali).
Per le MDVE la fornitura iniziò nel 1982 circa e prevedeva un lotto iniziale di 900 unità suddivise in vetture distinte di 1°e 2° classe. La costruzione, affidata a diverse aziende italiane tra cui IMESI, OMECA, BREDA e SOFER, era ancora in corso nel 1986 quando la Breda di Pistoia, con il contributo del Consiglio Nazionale delle Ricerche, realizzò in via sperimentale una MDVE con cassa in acciaio inossidabile. Tale prototipo aveva come scopo la notevole riduzione del peso complessivo della carrozza (circa 2,5 tonnellate rispetto alle vetture di serie) e l’abbattimento degli oneri per la verniciatura in fase di revisione ciclica.
Il veicolo con marcatura 50 83 11-78 299 nA si distingueva per le nervature di irrobustimento e la particolare livrea, ridotta ad un essenziale schema di verniciatura con disegno a freccia bicolore in prossimità dei soli vestiboli. Lungo le fiancate campeggiavano anche vistose iscrizioni attestanti il progetto alla Breda Costruzioni Ferroviarie ed al C.N.R.
L’esperimento non riscontrò interesse e la MDVE inox rimase esemplare unico. In composizione a treni diretti e regionali, ha prestato servizio prevalentemente nei compartimenti di Toscana, Lazio e Liguria mantenendo l’originale schema per tutto il corso degli anni ’90. In seguito, l’adozione della livrea XMPR ne ha conformato l’aspetto alle altre MDVE.


Elaborazione

Il modello utilizzato come base è una carrozza MDVE Rivarossi art. 3715 (vanno bene anche le Lima o le Hornby), a cui sono state applicate le vistose cannellature laterali necessarie (nella realtà) all’irrobustimento della struttura.
L’operazione di modifica ha avuto inizio con lo smontaggio completo del rotabile per poter eliminare le tampografie sulla cassa, operando con carta abrasiva finissima ad acqua.

Portata la scocca al grezzo e dopo accurato lavaggio, ho disposto le nervature fatte realizzare in fotoincisione d’ottone. Queste misurano 32 cm. di lunghezza nella fascia inferiore compresa tra telaio e finestrini, terminano in corrispondenza dei vestiboli e da qui proseguono con altre lunghe 1,8 cm. fino alle estremità. Quelle superiori sotto il ricasco del tetto sono posizionate tra i due carter per lo scorrimento delle porte.
Purtroppo la dimensione della lastra metallica da fotoincisione non consentiva di ottenere le cannellature della lunghezza totale occorrente (un unico pezzo per intenderci), quindi si è resa necessaria l’unione di due elementi sia per la parte inferiore che quella superiore. La congiunzione inferiore inoltre, data la maggior ampiezza (sette nervature contro le due della superiore), sarebbe risultata di difficile occultamento per cui, in fase di taglio ho calcolato che l’unione delle due lastrine coincidesse con lo spigolo sinistro del quinto finestrino, punto in cui successivamente avrei posizionato il logo Breda.
Per il fissaggio ho utilizzato la colla epossidica a due componenti aiutandomi con piccoli morsetti metallici per tenere i pezzi in posizione.

Atteso il tempo necessario alla presa, ho asportato le eccedenze di colla rifinendo con carta abrasiva quindi, montati temporaneamente telaio e tetto, la cassa è stata nuovamente lavata e sgrassata per la verniciatura. Ho applicato tre mani leggere di fondo color alluminio utilizzando una bomboletta spray della Talken Color che segnalo come art.9020.

Ad essiccazione avvenuta ho delimitato con nastro da carrozzieri ed eseguito il caratteristico disegno a freccia bicolore la cui inclinazione è stata dedotta esaminando alcune fotografie del rotabile vero. Questa ha origine dal predellino di salita, giunge alla mezzeria del tetto e ridiscende in modo simmetrico sul lato opposto. Ho dipinto per prima la zona vestiboli e testate con il grigio; al vero il colore era sicuramente antracite ma la tonalità di quello che avevo disponibile non mi convinceva, quindi dopo ripetute prove effettuate su campioni a parte ho preferito lo smalto Humbrol n.77 la cui resa mi è parsa migliore.

Successivamente ho colorato la fascia rossa larga 9 mm. con smalto Model Master n.1550 quindi, distanziandola di 2 mm. dalla precedente, ho realizzato la sottile striscia in colore arancio utilizzando smalto Humbrol n. 18; le operazioni di verniciatura sono state eseguite ad aerografo.

Attesa la completa essicazione ho applicato le decals fatte preparare ad hoc: il logo Breda col cavallino, quello FS, la marcatura e le numerose iscrizioni che ne attestano il progetto, mentre codice alfanumerico, scadenze revisioni, pittogrammi di 1° classe ed altre diciture minori sono produzioni di alcuni artigiani del settore.

Una volta uniformate con il protettivo trasparente semi-opaco ho assemblato il modello con gli originali accessori, completandolo con altri dettagli quali i tubi di scarico sotto le ritirate (utilizzando quelle dei carri Vs Ferfix), le scatole per la condotta 78 poli autocostruite, e quelle del REC. Una testata è allestita completa di condotte e gancio realistico.

Ho deciso inoltre di montare i quattro gradini di salita sotto le porte che limitano la rotazione del carrello ma giovano all’aspetto del rotabile. In ultimo per ridurre l’altezza eccessiva sul piano del ferro, ho sostituito gli assi con altri da 9 mm., soluzione rapida ed efficace!
La carrozza, in questa particolare livrea mantenuta per tutto l’arco degli anni ’90, può essere impiegata con un bel diretto o interregionale in composizione alle MDVE rosso fuoco/grigio polvere/arancio ed un bagagliaio Lima negli stessi colori.


Il modello e relativo articolo dal titolo 'Una Medie Distanze splendida splendente' sono pubblicati sul numero 242 della rivista Tutto Treno.

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