COMPLESSO ISTRUZIONE FRENO
99-89 040 Vif + 989 8 040 Vif

La necessità di addestrare il personale di macchina all’utilizzo dei vari tipi di freno impiegati sui rotabili, portò l’amministrazione FS ad istituire un centro didattico mobile da inviare nei principali impianti e depositi locomotive.
Allestito dalle officine di Cittadella, nella primavera del 1990 entrò in servizio il Complesso Istruzione Freno, convoglio ottenuto dalla trasformazione di una carrozza UIC- X accantonata a seguito di un incidente ed un carro chiuso a grande capacità serie Gabs.
La vettura disponeva, oltre ai locali di servizio, di una sala atta ad accogliere una quindicina di allievi, attrezzata con un banco su cui erano montati i principali tipi di rubinetti e regolatori in uso su locomotive ed automotrici. Per mezzo di un elaboratore elettronico collegato a pannelli luminosi e monitor, l’istruttore era in grado di programmare la simulazione di anomalie e guasti all’impianto frenante, nonché realistiche situazioni di condotta che i macchinisti avrebbero potuto trovarsi a gestire nella realtà.
Nel carro, accessibile dalla carrozza per mezzo di intercomunicante, erano installati i dispositivi per la frenatura di 36 rotabili trainati dotati di impianto pneumatico completo; gestiti unitamente a quelli presenti sulla vettura didattica, era possibile riprodurre il comportamento in frenatura di convogli fino ad un massimo di 22 carrozze o 40 carri merce. Al suo interno erano alloggiati anche un compressore d’aria ed il gruppo elettrogeno per l’alimentazione.
Dipinto nella sgargiante livrea destinata ai mezzi di servizio e diagnostici FS, il Complesso Istruzione Freno fu assegnato al dipartimento potenziamento e sviluppo di Firenze.


Complesso Istruzione Freno: Fasi di costruzione

Per la sua riproduzione in scala 1/87 mi sono servito della cassa di una carrozza tipo X Rivarossi avanzata da una precedente elaborazione ed un carro Gabs di produzione Laser. Questo al vero sarebbe uno dei carri costruiti nei primissimi anni ’80 a titolo sperimentale con pareti rinforzate da nervature orizzontali (181 1 438 e 181 1 439), ma onestamente non me la sono sentita di riprodurre tale particolare!
Le poche e non troppo impegnative modifiche strutturali si possono riassumere come segue: iniziando dalla carrozza, per prima cosa ho spostato la griglia della presa d’aria che doveva essere disposta centralmente; la cassa di cui disponevo apparteneva ad una tipo X di ultima generazione (quella che fornì il tetto con cannellatura per l’Oscillografica) e per fare questo ho asportato con il cutter due tasselli identici (circa 25x7mm.), invertendoli tra loro e stuccando le giunzioni. Sullo stesso lato ho provveduto ad eliminare parte della finestratura che corrisponde, alla parete interna cui sono fissati pannelli e monitor.
L’operazione è stata eseguita inserendo nelle sedi dei finestrini da occludere (6 in totale), altrettanti pezzetti in plasticard da 2,5 mm. di spessore, portati a filo della cassa mediante successiva carteggiatura. Non occorrendo alcuna modifica per l’altra fiancata e dopo aver ricevuto un telaio con carenatura ed il tetto (senza cannellature), la carrozza è stata messa momentaneamente da parte.

Il carro Gabs ha richiesto invece un poco di lavoro in più, dovendone attrezzare una testata con intercomunicazione, come al vero.
Anche in questo caso sono ricorso al plasticard, realizzando una sorta di vestibolo a sbalzo con profilato quadrato da 3x3 mm per la cornice e foglio dello stesso materiale da 1,5 mm. fissato con colla epossidica bicomponente. La forma tondeggiante e rastremata in prossimità dell’imperiale (dedotta esaminando alcune fotografie) è stata adattata mediante lime e carta abrasiva. Qui ho applicato inoltre una fotoincisione in ottone per le porte a battente (non ho notizie su come fosse al vero tale dettaglio) ed un tubolare Lima; l’accostamento tra i due rotabili risulta perfetto grazie anche ai timoni di allontanamento di cui sono dotati.

Per posizionare correttamente la griglia dell'aria condizionata, sulla cassa sono stati asportati due tasselli di identica misura, invertendoli e stuccandone le giunzioni. Sempre dal lato corridoio, con il plasticard, si è provveduto ad occludere i finestrini nella zona corrispondente all'aula didattica ove trovano posto pannelli e monitor per le simulazioni.

Il carro Gabs di produzione Laser ha richiesto la costruzione del vestibolo di intercomunicazione ottenuto utilizzando alcuni profilati e fogli in plasticard di vario spessore. La sagomatura è ottenuta mediante lime e carta abrasiva su riscontro fotografico del rotabile al vero. Non manca la riproduzione delle porte e del mantice per l'accostamento alla carrozza didattica. Sono stati interposti infine alcuni pezzetti di plasticard a supporto delle nuove griglie di areazione realizzate in fotoincisione di ottone.

Per le griglie di aerazione ho utilizzato quelle fatte preparare a suo tempo per la E.666 prototipo, che da un confronto con le foto mi sono parse molto simili; non sono presenti invece i relativi sportelli scorrevoli (verticalmente), quindi quelli previsti da Laser per il suo Gabs torneranno utili per altri lavori.
Sono stati applicati sul ricasco del tetto, una griglia di dimensioni maggiori ed in corrispondenza (al vero) del generatore, un piccolo scappamento ricurvo; a proposito del generatore, ne ho riprodotto il relativo serbatoio per il gasolio visibile nel sottocassa utilizzando un fusto per carburanti opportunamente modificato.
In ultimo sulle fiancate, in posizione bassa tra gli sportelli di carico, ho applicato una tabella in plasticard da 0,4 mm. come supporto per l’iscrizione, dettaglio conforme all’originale.
Sul numero 21 della rivista Tutto Treno, a corredo della notizia circa la consegna alle FS del convoglio, è pubblicata una fotografia che mostra l’interno dell’aula didattica; ho dunque ricreato l’ambiente realizzando il lungo banco, i monitor, i pannelli e gli armadi elettrici, nonché la caratteristica disposizione a cinema delle poltroncine. Tutti gli elementi sono in plasticard o di provenienza varia come i monitor, che sono tasti di un telecomando TV rotto e le poltroncine recuperate dagli scompartimenti eliminati.

Gli interni della carrozza modificati per ottenere il vano aula didattica; il riscontro è stato possibile grazie ad una fotografia apparsa sulla rivista Tutto Treno quando al vero il Complesso Istruzione Freno fu consegnato alle FS. Sulla base dell'originale Rivarossi, plasticard, cartoncino ed altri elementi vogliono riprodure le pricipali apparecchiature.

Un tocco di colore rende tutto più realistico! Per ottenere il migliore effetto, sono state posizionate sul banco le riproduzioni dei rubinetti freno! Anche i monitor sono abbastanza realistici...grazie ad un telecomando TV rotto dal quale ho prelevato i tasti per la loro realizzazione! Le poltroncine infine, sono recuperate dagli scompartimenti rimossi.

Dopo le necessarie verifiche di funzionalità sono passato alla verniciatura.
Da un po’ di tempo ho preso l’abitudine ad eseguire prove di verniciatura su campioni e confrontarli, per quanto possibile, con quelli originali: la tonalità di alcuni colori (anche se preparati sui codici RAL FS), non sempre risulta soddisfacente. Per questo motivo, l’azzurro usato come colore di base è quello di una comune bomboletta spray della gamma Sol Color, art. 2034 blu luce.
Ad essicazione avvenuta sulla vettura didattica ho predisposto la mascheratura con nastro da carrozzieri per eseguire le vistose bande di altezza 6 mm. la cui inclinazione ho dedotto nuovamente osservando le fotografie al vero, avendo cura inoltre di mantenere la spaziatura necessaria al successivo inserimento delle decals. Il giallo Humborl 69 è stato distribuito in tre passate distinte causa la difficile copertura sul colore di fondo.
Ad essicazione avvenuta e rimosse le protezioni adesive, ho delimitato ancora con il nastro la sola zona degli intercomunicanti per dipingerne le porte scorrevoli con il grigio Humbrol 147. Ad evitare indesiderate infiltrazioni di colore durante l’uso dell’aerografo, l’intera scocca è stata protetta con della comune pellicola per alimenti che, priva di adesivo, ha inoltre consentito di non intaccare le bande in giallo realizzate precedentemente.
In ultimo ho ridipinto gli imperiali dei due rotabili ricorrendo nuovamente ad una bomboletta spray economicissima della Brico marcata RAL 7011 grigio ferro lucido mentre il solo Gabs ha ricevuto una mano di nero opaco per sottocassa e carrelli.

Viste laterali (che evidenziano l'asimmetrìa della carrozza) dopo l'applicazione delle decals, delle cornici dorate ridipinte e del tetto già nel corretto colore grigio. Cornici e guarnizioni nere sono state riprodotte con mano ferma e tanta pazienza mediante pennarelli indelebili...il risultato ha però ripagato la fatica!

Credevo a questo punto di aver superato le difficoltà maggiori, ma l’entusiasmo è stato subito placato; una particolarità delle belle carrozze Rivarossi tipo X è quella di avere una fine e piacevole riproduzione delle cornici dorate sui finestrini…che in parte sono verniciate sulla cassa!
Ho dovuto ripassarle tutte con un pennarello Uniposca color oro, facendo ricorso a tutta la mia pazienza (le cui scorte terminano ahimè molto in fretta!) e mano ferma e lo stesso ho fatto per le guarnizioni in gomma nera attorno alle porte; il risultato ha comunque ripagato la fatica.
I caratteri per le vistose scritte identificative ed il logo FS sono stati elaborati al computer dall’amico Massimo Storari ed inviati a Franco Lepri per la trasformazione in decals. Le marcature (99-89 040 Vif per la carrozza e 989 8 040 Vif per il carro) sono ricavate da un lavoro di taglia e cuci (e imprecazioni!), di varie decals tra cui quelle dei carri TTm kit.
Le piccole iscrizioni di servizio presenti sul telaio della carrozza appartengono alla vettura passeggeri da cui deriva, quindi non esatte ma perfettamente eseguite in tampografia originale!!
Una volta applicato il protettivo semiopaco a protezione di decals e vernice, ho assemblato i modelli completandoli con gli originali aggiuntivi e l’aggiunta di altri a gusto personale come le tende oscuranti realizzate in carta e dipinte.
Parcheggiato in un tronchino del deposito locomotive, il Complesso Istruzione Freno attende ora i macchinisti in 1/87 per l’adeguata formazione.

Il complesso Istruzione Freno appena consegnato alle FS, ha raggiunto l'impianto presso cui sosterà durante il periodo di formazione del personale di macchina. A differenza di altre elaborazioni, è il carro Gabs ad aver ricevuto un frontale equipaggiato con il gancio realistico e la condotta del freno.


Foto G. Andretta - Cittadella - Fonte: I Treni


Foto A. Buonopane - Chiusi C.T. - Fonte: Edizioni ACME


Foto P. Forconi - Prato - Fonte: I Treni