CARROZZA MISURE ELETTRICHE
Vlme 99-99 012

Derivata al vero dalla trasformazione di una delle tre carrozze Eurofima (61 83 30-90 002), costruite sul finire degli anni ’70 come prototipi delle tipo Z FS, la Vlme 99-99 012 appartiene al gruppo di veicoli diagnostici in dotazione al Centro Dinamica Sperimentale di Firenze (oggi UTMR trasferito all’IDP di Osmannoro). Impiegato durante il ciclo di collaudo e preesercizio di nuovi locomotori, questo speciale veicolo è in grado di rilevare parametri e misure (elaborate a bordo in tempo reale durante la marcia), tra cui potenza elettrica di assorbimento, tensione di linea, forza di trazione e velocità , E’ dotata inoltre di pantografo atto ai rilievi. Le modifiche strutturali furono affidate intono al 1985 alle officine Casaralta, mentre le OGR di Foligno curarono l’allestimento delle sofisticate apparecchiature di bordo. La carrozza dispone oltre alla sala misure, di alloggio per il personale con cuccette, ritirata e doccia, sala conferenze, officina ed una piccola cabina di guida attrezzata ad una estremità. I carrelli tipo F 85 consentono di raggiungere la velocità massima di 250 km/h. La Carrozza Misure Elettriche viaggia solitamente in composizione a treni ordinari (prevalentemente merci) o ad altri di soli bagagliai utilizzati per aumentare la massa frenata del convoglio durante il ciclo di prove e non è raro vederla accoppiata ad altre vetture diagnostiche.

La base per questa elaborazione è una carrozza UIC Z Eurofima mista 1 e 2 classe di Roco.
Come al vero sono state eseguite numerose modifiche a partire dall’apertura dei due finestrini frontali per riprodurre quelli della cabina di guida e la diversa diposizione di quelli laterali lato scompartimenti. Qui ho optato per l’asportazione e completa ricostruzione delle sedi utilizzando parti provenienti da altre carrozze o, in alcuni punti, occludendo le aperture presenti con il plasticard.
Su entrambe le testate ho realizzato le sedi per la condotta a 78 poli, i fanali con tubicini in alluminio da 2,5 mm. e quelli supplementari di segnalazione rosso/verde.
Il frontale con cabina di guida è stato munito di porte a battente sia per l’intercomunicazione che per la salita sul lato destro.


Il frontale con cabina di guida e finestrini.


Fiancata lato scompartimenti con parte della finestratura originale asportata.


Scassi per la porta di salita e finestrini laterali cabina di guida eseguiti con il cutter. Lo sportello per le targhe di percorrenza sarà in seguito eliminato. Notare i particolari ricostruiti con il plasticard.


Dettaglio della porta prelevata da altro rotabile. L'intercomunicazione non è ancora stata modificata.


Le rimanenti porte ad espulsione dei vestiboli sono in forma corretta già all’origine.
Sulla testata posteriore ho infine eseguito due fori per riprodurre i piccoli oblò conservando le porte (intercomunicazione) ad ante scorrevoli. Anche il tetto è stato oggetto di interventi, innanzitutto per ricreare la sede entro cui alloggiano pantografo, sezionatori e cavi che fanno parte della strumentazione di cui è dotata la vettura.
Operando con un cutter ben affilato ho provveduto a realizzare lo scasso sull’imperiale, ricostruito in seguito con il plasticard per fornire la base di appoggio piana. Sulle estremità ho eseguito i fori per i supporti delle piastre A.T., tromba, fischio e sul solo frontale con cabina di giuda, quello per il terzo faro.
I vari dettagli presenti sul tetto sono realizzati in plastica (piastre A.T. e canaletta zigrinata), in metallo (supporti piastre, sezionatori e cavi) o in microfusione di ottone.
Per il pantografo (a modello finito) ho scelto il classico 52 FS di Lima.


Fiancata nella fase di sostituzione delle sedi finestrini.


Lo stesso dettaglio inserito e pronto per la stuccatura.


Porta intercomunicante della cabina di guida sostituita con quella a battente e dettaglio del vano condotta a 78 poli.


Prime verifiche di assemblaggio per cassa e tetto dopo le principali modifiche.


Il telaio, per i motivi già visti sulla Carrozza Oscillografica (apparecchiature sottocassa solidali alla carenatura e non conformi) è stato sostituito con altro proveniente da una carrozza UIC Z di Lima. Questo a sua volta è stato modificato nella disposizione di alcuni dettagli (asportati delicatamente con il cutter e riposizionati), con l’aggiunta di altre apparecchiature clonate in resina o autocostruite.



Apparecchiature sottocassa incrementate mediante repliche in resina.


Vano per alloggiamento di pantografo e sezionatori costruito in plasticard.


La verniciatura è stata senza dubbio la parte più impegnativa del lavoro in quanto per riprodurre l’originario schema ho dovuto approntare diverse mascherature con nastro da carrozzieri. Per la cassa, dopo aver applicato il colore turchese di base, ho realizzato le bande laterali in giallo segnali, mentre uno dei frontali ha ricevuto la vistosa colorazione a strisce diagonali bianco/ rosse. Telaio e tetto sono verniciati in grigio, infine i carrelli ed il sottocassa sono stati uniformati con il nero. La verniciatura è stata eseguita ad aerografo ad eccezione del colore di base per il quale ho utilizzato uno spray per auto.



La complessa fase di mascheratura eseguita con nastro da carrozzieri.


Esecuzione ad aerografo delle bande giallo segnali. La stessa tecnica sarà utilizzata da ambo i lati.


Iscrizioni identificative e logo FS, realizzati al computer da Massimo Storari (professionista grafico e amico carissimo) sono stati inviati al maestro Franco Lepri per la trasformazione in decals, mentre le marcature di servizio minori (revisioni, verifiche, scadenze ecc.), sono reperite tra quelle del settore. Ulteriori dettagli arricchiscono il modello: tendine parasole in posizione abbassata (realizzate in cartoncino dipinto), scalette per manovratori autocostruite, accoppiatori pneumatici e gancio, nonché i notevoli accessori Mdf (tergicristallo, prese REC e 78 poli), che completano l’elaborazione.


Il modello finito visto dalla testata posteriore ambientato su diorama.


Foto P. Forconi - Firenze Campo Marte - Fonte: I Treni


Foto M. Milan - Arezzo - Fonte: I Treni


Foto G. Cornolò - Firenze Rifredi - Fonte: Mondo Ferroviario


Foto P. Forconi - Bolzano - Fonte: I Treni


Foto P. Forconi - Firenze CDS - Fonte: I Treni


Il modello e relativo articolo dal titolo 'La Carrozza Misure Elettriche' sono pubblicati sul numero 219 della rivista Tuttotreno.

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