PATINATURA

Sebbene causa di pareri discordi tra fermodellisti, quello della patinatura è argomento da non trascurare se si intende riprodurre al meglio la realtà ferroviaria: l'aspetto dei rotabili è decisamente "vissuto".

PERCHÈ I TRENI SI SPORCANO

Ogni veicolo ferroviario, consegnato dal costruttore o dalle officine incaricate della revisione generale, si presenta perfettamente lucido e pulito. Tale aspetto, percorsi alcuni chilometri tende a diminuire di tono e ciò è dovuto principalmente agli agenti atmosferici combinati a fattori legati all'utilizzo del rotabile. Impegnativi e ripetuti turni di esercizio, grado di manutenzione ed usura dei vari meccanismi, nell'arco di breve tempo producono residui che, depositandosi, formano l'inevitabile patina di sporco.
I treni in movimento inoltre generano turbolenze di aria la quale solleva particelle di polvere e ossidi derivanti dall'azione frenante dei ceppi sulle ruote o dovute alla natura del carico (rottami ferrosi, carbone e simili) frequentemente trasportati su carri scoperti. I veicoli ferroviari adibiti al trasporto merci sono i più soggetti a circolare sporchi nell'arco della loro vita operativa.

GRADO DI PATINATURA DEI MODELLI

Per riprodurre un realistico "effetto sporco", si deve tenere conto del grado di invecchiamento da eseguire su locomotive, carri o carrozze, secondo tipologia ed impiego cui sono destinati. Avremo pertanto categorie di treni alle quali verranno riservate particolare manutenzione e pulizia. È il caso di alcuni convogli degli anni '60 - '70, epoca del rilancio ferroviario in Italia, dove alla testa dei direttissimi si trovavano spesso le E.646 tirate a lucido, il famoso Treno Azzurro, importante rapido dalla lunga percorrenza e le allora nuovissime E.444 cui spettava il compito di trainare, tra le altre, composizioni di prestigio come i T.E.E. Le stesse attenzioni non venivano riservate a carrozze di tipo antiquato che dopo l'arrivo delle moderne UIC-X, entravano in composizione per lo più ai treni diretti o locali e alle locomotive, un tempo titolari dei treni passeggeri veloci ora relegate a servizi minori o al traino dei convogli merci.

TECNICA E MATERIALI

Ogni modellista potrà applicare le menzionate regole eseguendo la patinatura mediante aerografo e pennelli utilizzando smalti sintetici o alla nitro, vernici acriliche, pigmenti e ossidi in polvere.

Ecco i principali ingredienti per eseguire la patinatura dei modelli: smalti sintetici, pennelli e pigmenti in polvere. Non deve mancare una valida documentazione fotografica sul tipo di rotabile o grado di invecchiamento che si desidera ottenere.

Superfluo ricordare che per la verniciatura, qualunque sia l’esecuzione, occorre adottare alcune precauzioni a salvaguardia della salute e…. dei modelli stessi. Un locale ben areato o una cabina di verniciatura (se si utilizza l’aerografo), sono raccomandabili al fine di non inalare i solventi degli smalti o le polveri di ossidi e pigmenti che sono estremamente volatili; le vernici acriliche, oggi largamente usate e reperibili in grande assortimento di colori, sebbene atossiche perchè a base d’acqua, distribuite a spruzzo richiedono comunque una buona areazione del locale. Altra buona regola è l’impiego di mascherine per filtrare l’aria del tipo in carta e guanti protettivi in lattice. Un laboratorio in ordine ed un’area di verniciatura pulita infine, contribuiranno alla riuscita del lavoro tenendo lontano polvere e pelucchi, principale insidia dei modelli a vernice fresca. Non secondario è l’utilizzo di materiali di buona qualità, scegliendo con cura i pennelli (che occorreranno di varia foggia e dimensione) o l’aerografo, che dovrà avere come peculiarità quella di un completo smontaggio per la pulizia e manutenzione. Sono indicate, per chi volesse fare pratica con minimo investimento, le aeropenne con adattatore e bombolette di aria reperibili nei negozi di modellismo. Superfluo aggiungere che, fatta la dovuta pratica con attrezzature economiche, sarà bene passare ad altre più professionali per ottenere risultati sempre migliori. L'impiego di una buona aeropenna o badger sono legate ad un compressore d’aria che potrà essere di tipo industriale, dotato di serbatoio a grande capacità e rumorosità più o meno elevata o altri specifici e silenziosissimi, reperibili presso i fornitori di articoli per belle arti.

Aerografi di tipo professionale sono consigliabili al fine di ottenere le migliori sfumature di colore. Molto indicati i modelli come quelli visibili in foto completamente smontabili per una accurata pulizia dopo l'uso. Importantissimo è inoltre verificare che dispongano di centri assitenza e ricambio. Anche il compressore sarà da scegliere tra quelli a bassissima rumorosità, fattore che ci consente di lavorare comodamente in casa a qualunque ora del giorno. Il tipo illustrato, fedele compagno di lavoro da dodici anni, dispone del separatore di condensa.

COME INIZIARE

Un poco di esercizio su rotabili cavia permetterà di familiarizzare con l’aerografo e i pennelli senza il timore di errori. Si potranno acquistare allo scopo modelli usati o danneggiati, reperibili a costi contenuti nei mercatini online e borse scambio. Ogni suggerimento fornito da abili modellisti, riviste del settore e manuali, sarà fonte di curiosità e preziosa informazione, ma la pratica resta a mio avviso il metodo migliore per apprendere.

Vorrei incoraggiare i più scettici mostrando alcuni modelli che hanno significato per il sottoscritto, l’esordio in campo di elaborazione. Si tratta di rotabili della produzione Rivarossi in scala 1:80 che rappresentano i veicoli appoggio per treni soccorso e gru ferroviarie. Questi modelli hanno grande valore affettivo, in quanto sono quelli che acquistavo nei primissimi anni ’80 e con cui ho giocato molto. Sono inoltre i primi su cui ho eseguito esperimenti di taglio e stuccatura, le prove di inserimento dei vetri a filo ottenuti da plastica trasparente e soprattutto le riverniciature integrali. All’epoca ancora lontano dall’utilizzo dell’aerografo, la verniciatura è stata eseguita a pennello così come la patinatura mediante tecnica dry brush. Ulteriore curiosità a testimonianza del loro impiego a fini didattici, è che un lato dei rotabili, conserva le primitive iscrizioni e marcature realizzate con caratteri trasferibili bianchi Letraset ed R41. Questi modelli, nonostante la scala abbondante ed il tempo trascorso, fanno ancora bella mostra di sé e sono oggetto di attenzione da parte degli ospiti che visitano la mia collezione.


CARRO SOCCORSO




CARROZZA REFETTORIO E SPOGLIATOIO




CARROZZA LETTI




CARRO PORTA FUNI




CARRO AUSILIARIO