PESCARA 1961



Ho realizzato questo diorama come regalo per l'amico Antonio Greci, collega di lavoro con il quale esiste da sempre un feeling particolare.
Sovente amiamo tuffarci nel passato raccontandoci varie esperienze di gioventù, vicissitudini o trascorsi e sebbene vi sia una differenza di età di quasi dieci anni, molte sono le cose che ci accomunano, una su tutte i cari ricordi di famiglia.

Originaria della città di Pescara, la famiglia di Antonio nei primi anni '60 si trasferì a Ferrara seguendo il papa' Anacario, infaticabile lavoratore di lunga esperienza nella gestione di ristoranti e alberghi. Persona capace, d'intelletto e onesta, “Naky” come era conosciuto ai più, godeva di grande stima, in particolare quella di Antonio che in più occasioni da ragazzo, ha lavorato al suo fianco.
Ho ascoltato esilaranti racconti e aneddoti su personaggi della Ferrara anni '70, assidui frequentatori dei locali da loro gestiti e che il babbo, con maestria, eleganza ed assoluta bonarietà prendeva raffinatamente in giro.
Tale caratteristica, ereditata da Antonio, è uno dei motivi per cui la nostra intesa è immediata; nella routine quotidiana ci scambiamo impressioni, battute ed occhiate con le quali, pur non dicendo nulla di esplicito...si dice tutto!
Uomo di grande cultura, appassionato d'arte e apprezzata guida turistica per la città di Ferrara, Antonio ha dalla sua anche un lato umanitario notevole; assieme alla moglie Mirian, è fondatore di una Onlus che si prende cura dei bimbi disagiati in Argentina.
L'associazione “Mateando” che opera direttamente in Buenos Aires con una casa di accoglienza, è sostenuta grazie al loro assiduo impegno con iniziative ed eventi spesso organizzati con il supporto di personalità politiche o del mondo dello spettacolo.

Antonio, affascinato dall'arte in genere e dalla pittura è mio grande sostenitore come modellista ferroviario tant'è che a lui e a pochi altri, riservo le anteprime di lavori in esecuzione o progetti in sviluppo, puntualmente commentati con entusiasmo e partecipazione. A sua volta legato al treno e alla ferrovia (da parte della mamma ha avuto qualche parente impiegato) frequentemente rammenta di vecchie littorine, eleganti carrozze in castano/isabella o il vapore che in gioventù ha vissuto direttamente.
Facendo tesoro dei suoi ricordi e sensazioni ho provato a darne una dimensione artistica, preparando un'opera che contemplasse alcuni elementi a lui immediatamente riconoscibili.

Siamo nella vecchia stazione di Pescara Centrale dove le possenti E.428 erano di casa. Il Direttissimo da Milano-Bologna è arrivato puntuale e una volta scesi i passeggeri, si provvede alla manovra delle carrozze da ricoverare. Una delle infaticabili 835 viene agganciata al convoglio...

Ecco dunque un'istantanea del 1961 dove la distinta famigliola è appena scesa dal treno a Pescara Centrale (la vecchia stazione oggi scomparsa), probabilmente di ritorno da un sopralluogo a Ferrara dove di lì a poco tutti si trasferiranno. Un'anziana zia è venuta a prenderli con la Fiat 1200 Gran Luce che fa capolino dal cancelletto; ordinatamente tenendosi per mano attraversano il binario mentre, con eleganza d'altri tempi, il papà saluta un ferroviere che, bicicletta a mano, si sta recando al lavoro.
Di corsa a casa per rinfrescarsi poi, tutti al cinema: Don Camillo e Peppone o Franco e Ciccio sono in diretta competizione con il Colosso di Rodi ed un impegnato film di Pasolini ma la scelta sarà sicuramente lasciata ai bimbi...l'importante è stare insieme!

Le foto virate al seppia contribuiscono a rendere l'atmosfera tipica di quel periodo insieme a carrozze d'epoca, bicicletta, automobili e manifesti pubblicitari.

Il diorama misura cm.34x17 realizzato su basetta in multistrato da mm.18 di spessore.
Sono stati riprodotti i marciapiedi in legno compensato e gli attraversamenti a raso in sottile foglio di balsa rinforzato con il plasticard. I binari sono posati direttamente sulla base e la massicciata è riprodotta con fine pietrisco.
La carreggiata stradale è ottenuta con cartoncino Fabriano bianco sul quale ho disposto sottili strisce di nastro da carrozzieri, poi dipinto ad aerografo. Una volta rimosso il nastro sono apparse le linee di mezzeria e laterali.
I muri di contenimento del terrapieno e quello di stazione, colonne comprese, sono in resina mentre la classica staccionata FS ed i cancelletti sono in fotoincisione d'ottone. Autocostruiti i lampioni stradali e i due tralicci per linee elettriche e telefoniche, i cartelloni pubblicitari e quelli dei cinema ottenuti scansionando manifesti originali reperiti in internet e fotocopiati. Idem per quelli di stazione con le indicazioni di binario e divieti.
Il palo di supporto alla linea aerea è di produzione MA il Treno, retrodatato con braccetti di sospensione tipo 1937, all'epoca in uso su tutta la rete FS.
La patinatura è eseguita ad aerografo, i personaggi sono Preiser e Mertren mentre la bella Fiat 1200 è di produzione Brekina.

Una nota particolare merita l'elaborazione delle carrozze in sosta.
Trattasi di un vecchio modello Rivarossi di Bz 31052 sezionata in maniera asimmetrica per dare movimento alla scena creando l'illusione di due vetture distinte. Il taglio obliquo della cassa è voluto per allinearle al perimetro della basetta su cui ho fissato due viti con dado regolabile che le sorreggono posteriormente.
Ho provveduto ad aprire le porte di salita mediante cutter ben affilato, incollandole successivamente in posizione invertita; il vestibolo è quindi parzialmente riprodotto con effetto realistico notevole. Anche i mantici sono stati modificati nella classica posizione di riposo e le testate arricchite con gancio realistico, condotte pneumatiche e REC. Tocchi di colore ed una leggera patinatura contribuiscono al gradevole risultato finale.