PICCO E PALA

Dopo aver realizzato in scala 1/87 la stazione delle Precedenze, singolare impianto situato al centro della Grande Galleria dell'Appennino, giusto in tempo si è presentata l'occasione per esporre e valorizzare l'opera.
Ho infatti avuto il piacere di partecipare alla manifestazione svoltasi Domenica 6 Aprile 2014 in cui un treno storico ha percorso la “Direttissima” da Bologna C.le a Prato e ritorno per celebrare l'80° anniversario dell'attivazione e sul quale il diorama ha preso posto per una suggestiva mostra itinerante!

L'iniziativa, promossa dall'Ing. Luigi Cantamessa direttore della Fondazione FS (che cura il patrimonio storico delle nostre ferrovie) è stata presa a seguito di una conferenza organizzata dal Collegio Ingegneri Ferroviari (CIFI) tenutasi a Bologna il giorno 3 Marzo 2014.
Al termine dell'interessante relazione tenuta dal Dott. Cantamessa (in cui si è parlato anche delle manifestazioni organizzate per i festeggiamenti della Direttissima), sono stato invitato dall'Ing. Giovanni Marchi, mio grande sostenitore ed amico a presentare il modello della Stazione delle Precedenze. Avevo con me un tablet per visionare alcune fotografie del work in progress, ed un folder appositamente redatto con una sintesi sulle caratteristiche dell'impianto al vero.
A seguito di un breve intervento in cui ho parlato del diorama, l'Ingegner Cantamessa ha proposto di collocarlo direttamente sul bagagliaio previsto in composizione al treno storico, invitandomi a prendere contatti con i suoi collaboratori per la logistica. Pochi giorni dopo, grazie all'intercedere di Marchi, avevo già in mano composizione del treno, tracce orarie e tutti i contatti che mi sarebbero stati utili!
Referente per Fondazione FS è stato Federico Cremonesi, con il quale ho avuto il piacere di interloquire coordinando le modalità di consegna e carico dell'opera. Cordialità e professionalità di Cremonesi (responsabile e Capotreno del convoglio storico), hanno reso semplici le operazioni; mi sono state fornite indicazioni precise sugli spazi utilizzabili, dotazione di tavoli, prese elettriche e servizi disponibili a bordo, nonché dove presentarmi per l'accesso al treno.

L'appuntamento, stabilito alle 11.30 del giorno 5 Aprile presso il fascio di ricovero dello Scalo Salesiani a Bologna (dove il treno sarebbe giunto da Milano per le operazioni di lavaggio cassa, rifornimenti ed attrezzaggio) è avvenuto puntuale.
Con l'aiuto dell'amico Andrea Pollini, reclutato per il trasporto dei moduli, in pochi minuti il diorama è stato piazzato e allacciato elettricamente quindi, verificato che tutto fosse funzionante abbiamo lasciato il treno alle cure degli operatori.
Ho potuto godermi in quel frangente e “tutta per me” la E.428 202 nel suo splendore tornando con la mente indietro di trent'anni, quando a Sanremo queste macchine erano quotidianamente in testa ai treni locali e merci o al già citato treno dei fiori! Non ho disdegnato comunque un paio di scatti a fianco della E.656 590, anch'essa in livrea originale che si è fatta carico di trainare il “materiale storico” da Milano a Bologna e ritorno.



Sono trascorsi trent'anni e nessuno dei due li dimostra! Confrontate la foto al capitolo "Il treno dei fiori" dove giovincello posavo fiero su una macchina dello stesso gruppo. Qui la splendida E. 428 202 alla sua prima uscita come rotabile storico...il primo amore non si scorda mai!


Il giorno 6 Aprile il convoglio (previsto in partenza da Bologna C.le alle ore 09.00 come Regionale 33901) è stato condotto sul primo binario alle ore 08.00 e i passeggeri, tutti rigorosamente muniti di biglietto speciale e prenotazione obbligatoria (posti esauriti immediatamente alla comunicazione dell'evento!) lo hanno letteralmente preso d'assalto!
Sul Duz 95012 erano presenti oltre a mia moglie Sabrina (come sempre impagabile ed insostituibile collaboratrice!), l'Ing. Giovanni Marchi e Signora accompagnati da un paio di collaboratori del CIFI (che per l'occasione ha fatto ristampare il numero di Tecnica Professionale del 1934 in cui veniva presentata la nuova Direttissima), nonchè il Dott. Ivan Fernus della Perseo con il campione di un meraviglioso orologio tascabile appositamente realizzato per la ricorrenza e prenotabile.


Contavamo tutti di avere qualche minuto per allestire i tavoli su cui esporre il materiale o nel mio caso, una piccola serie di fotografie storiche su Precedenze che sarebbero servite per confronti con il diorama ma...non è stato possibile! Dopo un attimo il bagagliaio era gremito di visitatori armati di videocamere, macchine digitali o i phone... Sabrina ha faticato non poco per riuscire a fissare le fotografie sul piano superiore dei moduli senza vedersele strappare dalle mani! I pieghevoli con le caratteristiche sulla stazione al vero e i biglietti da visita personali hanno avuto successo al pari del modello!
L'interesse per la suggestiva stazione delle Precedenze (e l'alone di mistero che da sempre la circonda dovuto all'impossibilità di vederla chiaramente transitandovi, men che meno, poterla visitare), ho scoperto essere diffuso più di quanto potessi immaginare!
Obbiettivo sensibile già al tempo del secondo conflitto mondiale, quando le truppe Germaniche ripiegarono dopo l'8 settembre 1943 minando buona parte della Grande Galleria dell'Appenino, lo è divenuto ancor più dopo gli attentati ai treni Italicus ed al Rapido 904 in cui il disegno folle e criminale degli autori, voleva in questo punto del tracciato (alla metà esatta della lunghissima galleria) l'esplosione degli ordigni così da causare la massima devastazione ed il totale disagio per i soccorsi, rendendoli verosimilmente inutili. Nel tempo dunque è stato mantenuto un rigoroso divieto di potercisi intrufolare anche da Ca' di Landino dove l'ingresso ai pozzi venne sbarrato.

Molte delle persone incontrate hanno posto domande e chiesto chiarimenti su questa singolare stazione, curiosità suscitate dalla lettura di pubblicazioni o da racconti pervenuti loro nel tempo.
Attraverso il plastico hanno dunque potuto vedere l'esatta ubicazione dei pozzi inclinati, la dimensione del camerone e la struttura dei portali, nonchè le manovre per l'ingresso ai binari di precedenza grazie al movimento di un locomotore (ho scelto una E.645 Roco la cui meccanica e presa di corrente non tradisce mai!) simulando varie deviate e transiti. Alcuni hanno voluto trovarsi nel bagagliaio a condividere il finestrino quando il convoglio è transitato realmente a Precedenze rallentando la corsa; qui è passato dal binario dispari a quello pari e anche se non illuminata a giorno, è stato possibile vedere la “mitica” stazione (oggi semplice Posto di Comunicazione).
Toccanti poi le testimonianze dirette che molti visitatori hanno voluto regalarmi. Un'anziana signora (visibilmente commossa), mi raccontava di quando poco più che bimbetta scendeva da Ca' di Landino dove risiedeva, fino giù al treno per andare alle scuole di Vernio; sebbene trascorsi molti anni da allora, ricordava la fatica nel risalire la lunga scalinata tornando a casa!
Un simpaticissimo signore, addetto alla manutenzione delle linee telefoniche, sottolineava quanto pericoloso fosse operare nella Grande Galleria dell'Appenino. Periodicamente raggiungeva in treno Precedenze per poi percorrere a piedi il restante tratto di tunnel, una volta verso Vernio, l'altra verso San Benedetto Val di Sambro verificando gli apparati qui installati; lunghezza del traforo e il sostenuto traffico in Direttissima, non consentivano di poter utilizzare i carrelli se non in particolari fasce orarie programmate! Emozionato raccontava di aver perso tragicamente un paio di colleghi che nello svolgimento delle proprie mansioni, complice il silenzio irreale e la routine, non si accorsero del sopraggiungere del treno e non ebbero il tempo di fuggire verso le nicchie di riparo.
Ho fatto conoscenza con uno dei tanti movimentisti succedutisi a Precedenze che mi ha regalato un'indiscrezione circa un trasporto eccedente sagoma, ricoverato per un errore di valutazione in una delle “banane” e qui rimasto intrappolato a lungo...! Lo stesso ha potuto fugare alcuni dubbi che avevo circa l'ambientazione del diorama, confermandomi che i doppi deviatoi fronte posto movimento sono rimasti in opera fino almeno agli anni '90 in quanto sui binari di precedenza (resi tronchi all'altro capo) si ricoveravano ancora i carrelli di servizio ed il treno con i presidi di primo soccorso ora visibile a S.Benedetto Val di Sambro.
Ho poi avuto il piacere di una visita da parte di Francesco Lorenzini, autore del libro “C'erano i Berretti Rossi in ferrovia” e per un determinato periodo C.S. Titolare di Precedenze. In suo onore, sul diorama avevo piazzato anche il capostazione intento al “licenziamento” con paletta verde ed il riferimento alla sua persona è stato particolarmente gradito!



Vi erano a bordo tanti ragazzi fieri di aver avuto il nonno operaio o minatore nei cantieri della Direttissima che mi hanno fatto dono di sensazioni indimenticabili trasmesse loro da racconti che ancora conservano. Una signorina, particolarmente entusiasta del diorama, mi raccontava di aver potuto percorrere, alcuni anni addietro, la scalinata da Ca' di Landino in occasione di un sopralluogo istituzionale del Comune di Castiglione de' Pepoli. Proprio dal comune citato, l'onore della visita del Sindaco, D.ssa Daniela Aureli trattenutasi a lungo assieme ad altri colleghi assessori ed all'Ing. Andrea Esposito Dirigente responsabile di RFI.

Una simpatica e spigliata cronista del Resto del Carlino ha voluto sapere del modello, citandolo nell'articolo uscito sul quotidiano il giorno successivo e vi è stata una breve apparizione anche nel servizio curato dal TG Rai3 Regione Emilia Romagna.
Alle stazioni toccate dal convoglio storico era un susseguirsi di ospiti che salivano per una visita al treno e al plastico e i bambini presenti, tanti, sono stati forse la soddisfazione più grande; i loro volti lasciavano trasparire la meraviglia nel vedere riprodotto così in piccolo, ciò che stavano vivendo nella realtà in quel preciso momento. Osservare i loro occhi che si spalancavano all'accensione delle luci lungo il camerone e negli uffici ma soprattutto nel veder sbucare dai tunnel (purtroppo solo da punto a punto) un locomotore in movimento è stato impagabile!
Un bimbo accompagnato dal papà si è presentato con una “Tartaruga” E. 444 Lima Collection desideroso di vederla muovere avanti e indietro sui binari di Precedenze; ho ancora il dubbio su chi dei due fosse il più felice...uno spettacolo!
Infine giunti a Prato, i complimenti ricevuti dall'Ing. Giuseppe Mutolo “Mostro Sacro” del Fermodellismo in Italia che certo non ha bisogno di presentazioni!


La costruzione del diorama ha richiesto svariate ore di lavoro dal Giugno 2013 impegnandomi non poco, ma confesso ritenermi ripagato appieno della fatica! Presto sarà pubblicato per la Duegi Editrice e su questo sito, con un articolo dove verranno illustrate tecniche di costruzione e materiali.
Il successo ottenuto è stato davvero oltre ogni aspettativa, merito certamente della “cornice” particolare in cui l'opera è stata presentata. Per questo motivo i miei più sinceri ringraziamenti vanno alla Fondazione FS ed ai membri delle associazioni ad essa correlate che hanno gestito il treno storico, agli Enti Istituzionali delle Comunità Montane dell' Appenino, organizzatori dell'evento Picco e Pala ed al CIFI.
Un ringraziamento particolare va all'Ing. Giovanni Marchi, senza la cui tenace inventiva, esperienza e preziosa collaborazione sarebbe stato impossibile la realizzazione di questo lavoro.