VISITA A PRECEDENZE

Il camerone della singolare stazione di Precedenze visto dal lato Vernio. Sono in corso lavori di ammodernamento dell'impianto e la soppressione dei binari precedenza. Sebbene si trovi nel cuore della montagna, a metà percorso della Grande Galleria dell'Appennino, un tempo era gestita da dirigente di movimento e abilitata al servizio viaggiatori. Il tunnel di destra ospitava i convogli cedenti il passo a quelli più veloci e si raccordava ai binari principali in un altra camera di biforcazione posta 450 metri più avanti.



Tra le buone conoscenze in ambito ferroviario annovero uno stimato ingegnere del CIFI, appassionato del proprio lavoro e ammiratore dei miei modelli. Sovente mi rivolgo a lui per suggerimenti o richieste particolari e circa un un anno fa lo interpellai riguardo ad un progetto per il quale stavo raccogliendo quanti più documenti possibili.
Si trattava di realizzare in scala 1/87 la stazione delle Precedenze, suggestivo e particolarissimo impianto che si trova a metà percorso della Grande Galleria dell'Appenino sulla Bologna-Prato-Firenze, opera di cui nel 2014 ricorrerà l'80° anniversario dell' attivazione.
Sebbene molto sia stato scritto al riguardo (vedasi l'ineccepibile opera di Maurizio Panconesi “ La Direttissima degli Appennini” edizioni Calosci, la pubblicazione Duegi Editrice sul Tuttotreno & Storia n.4 ed un dettagliato articolo a cura di Gian Guido Turchi apparso sulla rivista I Treni n.38 ETR Editrice), confidavo nelle competenze dell' Ingegnere ed i suoi contatti per accedere ad eventuali informazioni di cui non fossi a conoscenza. Attivo e coinvolto promotore di iniziative per i soci del Collegio, puntualmente si è messo in moto e lavorando in sordina mi ha procurato ciò che non mi sarei mai aspettato!
Una mattina della scorsa primavera ricevo la seguente telefonata:
“...Giovanni,... è arrivato il momento!...” rispondo: “...il momento per cosa?...” e dall'altro capo: “...di andare a visitare Precedenze!!!...”
Ricordo aver balbettato alcuni secondi e solo mentre mi elencava chi ci avrebbe accompagnato, in quale occasione e l' abbigliamento di sicurezza da indossare, capii che stava dicendo seriamente!
Ho trascorso la settimana antecedente l'evento preparando disegni, schizzi, domande da porre e quant'altro mi occorresse rilevare là dentro al fine di avere un quadro ben preciso dei lavori da trasporre successivamente nel modello.
A dimostrare la serietà del progetto per il quale l'Ingegnere si stava così prodigando, ho redatto inoltre una curata brochure sull'impianto al vero (brevi cenni storici con fotografie e nozioni sul realizzando diorama), stampata e rilegata in tre copie da rilasciare ai competenti accompagnatori.

Una delle non molte fotografie storiche che ritraggono la stazione delle Precedenze. Il punto è lo stesso dell'immagine poco sopra, con i tunnel lato Vernio ripresi ottant'anni prima! Anche all'epoca una scala di servizio (in legno) conduceva al pozzo n°2. La comunicazione tra i binari di corsa, già allora esistente, ha oggi configurazione rovescia. Dopo la rimozione dei doppi deviatoi che permettevano l'ingresso ai binari di precedenza una seconda comunicazione si trova in corrispondenza del portale lato Bologna; qui i treni su corretto tracciato, impegnano gli scambi dalla parte degli aghi.

Il giorno stabilito ci presentammo verso le 09.00 al piazzale est della stazione di Bologna dove era pronto il regionale per Prato e prendemmo posto sulla pilota a piano ribassato, sistemandoci nel compartimento adiacente il piccolo bagagliaio e la cabina di guida.
Poco dopo il capotreno, scorgendo i giubbetti ad alta visibilità appoggiati sulle nostre cartelle, domandò se fossimo i “tecnici” per i quali aveva una prescrizione di fermata a Precedenze...
Il contatto più importante, un paio di Dirigenti RFI, ci avrebbe raggiunto a San Benedetto Val di Sambro per scortarci in questo viaggio “al centro della terra”! Durante il tragitto si è discusso il mio progetto e l'interesse a promuoverlo per un'esposizione ufficiale, vista la ricorrenza che ci sarà appunto la prossima primavera...cosa sperare di meglio?
Conoscendo l'esatta ubicazione di Precedenze, confesso aver provato una forte emozione quando il convoglio progressivamente iniziò a rallentare la corsa in sua prossimità. Avanzando a bassa velocità, il macchinista arrestò infine il convoglio qualche decina di metri oltre l'imbocco del camerone quindi il capotreno, con l'apposita chiave, sbloccò la sola porta pneumatica di testa permettendoci di scendere. Ci salutarono cordialmente poi, in silenzio, il convoglio ripartì e rimanemmo soli.

La sensazione provata in quel frangente è stata di enorme stupore; mi sentivo uno speleologo che calatosi nelle viscere della montagna incontra una delle cattedrali sotterranee che si vedono nei grandi reportage del National Geografic!
Ricordo aver fissato il cartello PRECEDENZE per un paio di minuti senza proferire parola!

L'illuminazione delle sole lampade al neon contribuisce all'aspetto surreale ma non spettrale del luogo; la quiete totale è rotta dal ronzio dei trasformatori e le centraline RS, mentre la temperatura a 18-20° costanti rende l'ambiente asciutto come non avrei potuto immaginare; in previsione di chissà quale freddo ho portato con me un giubbottino che.... resterà nello zainetto!
Nel muoversi è d'obbligo l'estrema cautela in quanto l'impianto è attualmente oggetto di grandi opere di manutenzione e adeguamento degli apparati mentre un'accortezza supplementare ci viene suggerita: ”occhio che qui dove toccate, diventate neri!”
Abbiamo a disposizione ben tre ore da passare là sotto prima che arrivi il treno incaricato di raccoglierci con altra prescrizione di servizio quindi armato di metro, disegni e schizzi mi accingo a prender misure.
Mi occorre sapere quanto distano tra loro le nicchie dei locali tecnici (ora inglobate e nascoste da casotti prefabbricati in lamiera), loro profondità, ampiezza del marciapiede, altezza del piedritto, diametro dei pozzi e quant'altro.

Il posto di movimento con gli originali locali tecnici e dirigenti in nicchia. Al pari di una qualunque stazione vi sono le suonerie Leopolder, i quadri con gli orari e le panchine! Notare il piccolo attraversamento a raso tra i binari. Sul marciapiede opposto il manufatto che ospitava un officina e gli armadi elettrici per i raddrizzatori, ancora oggi esistente. Prima che le FS realizzassero la centrale di trasformazione a Cà di Landino, una sottostazione elettrica ambulante era distaccata a Precedenze; ricevuta la corrente dalle terne primarie e convertita a 3000 volts, veniva infine distribuita alla linea aerea attraverso i pali con sezionatori in primo piano.

Ecco un'altra rara immagine dell'impianto dove sono in evidenza i doppi deviatoi disposti di fronte al D.M. Sullo sfondo le gallerie di ricovero e di transito lato Bologna. Siamo agli albori della "Direttissima", lo si evince per l'assenza del manufatto che ingloba gli armadi elettrici.

Per prima cosa visitiamo gli interni.
Precedenze è esercìta in regime di DCO quindi telecomandata da Bologna, ma è possibile la gestione degli apparati direttamente dal posto di movimento. Il banco mi viene acceso per dimostrazione e sul quadro sinottico il mio occhio cade inevitabilmente sui “rattoppi” in nastro adesivo nero che celano gli ex binari di ricovero.
Interessante per i presenti è la consultazione del mio fascicoletto dove le foto d'epoca allegate evidenziano i molteplici cambiamenti subiti dall'impianto nel corso degli anni. Oggi esistono solo le comunicazioni dispari/ pari (una lato Bologna ed una lato Firenze) ma in passato due doppi deviatoi situati proprio di fronte al posto movimento permettevano il passaggio dai binari di corsa alle cosiddette “banane” per il ricovero dei convogli che, da tempo inutilizzate, sono ora in smantellamento.
Degli ambienti originali fanno parte la sala relè, il magazzino scorte con piccola officina ed un locale in cui sono custodite (rigorosamente piombate!), le chiavi e i dispositivi per l'immobilizzazione degli scambi. La tecnologia odierna fa sì che ad un semplice comando inviato tramite Tablet (i nostri tecnici lo hanno in dotazione) sia possibile accendere gruppi di lampade nel camerone principale o lungo il tunnel dei binari di corsa quindi, con un po' di luce in più, ci spostiamo verso il pozzo inclinato lato Firenze, il n°2.
Come noto, i pozzi furono realizzati per raggiungere il fronte di scavo intermedio della Grande Galleria dell'Appennino; utilizzati per il trasporto di uomini e materiali disponevano di ascensori a fune ed avevano origine da Ca' di Landino, località dove sorse all'epoca un vero e proprio villaggio di operai e minatori.
Arrivando in prossimità della scala metallica che ad esso conduce, si avverte un leggero sgomento in quanto incombe dall'alto come un' enorme bocca protesa ad inghiottirci! Le dimensioni del foro sono davvero impressionanti con i suoi 5 metri di diametro e una corona a sezione circolare di oltre 1 metro di spessore formata da conci in pietra. Un severo cancello impedisce l'accesso al suo interno dove una ripida scalinata (ormai in pessime condizioni e quasi impraticabile!), conduce al “mondo esterno”.
Lo sbarramento è assicurato da chiavi vincolate in quanto al vertice del pozzo sono installate alcune pompe di aspirazione per i fumi (su normative specifiche VV.FF.), la cui potenza è tale da essere in grado, quando in funzione, di risucchiare qualunque cosa si trovi lungo il condotto.
Dalla sommità della scala ruotando lo sguardo di 180°, ammiro il gigantesco camerone ed inevitabilmente il pensiero va a coloro che in mezzo a pericoli di ogni genere e difficoltà, cent'anni or sono quest'opera hanno realizzato.
Volgendomi ancora verso il pozzo inclinato, avverto il costante e sostenuto soffio d'aria che lo attraversa e in alto distinguo il punto luminoso corrispondente allo sbocco superiore; azzardo una foto ma la pretesa è quella di riprendere il pianeta Marte...di notte, d'accordo...ma dalla Terra!
Discendo la scala metallica e non senza un poco di suggestione mi porto di fronte alla galleria di ricovero. Questa ha uno sviluppo di 448 metri ed immagino come potrebbe essere percorrerla fino alla successiva camera di biforcazione; il binario al suo interno però sparisce alla vista dopo qualche metro nel buio più totale, quindi eseguo giusto un paio di scatti... e fuggo!
Lungo il marciapiede di servizio scorgo un meccanismo testimone di tempi lontani; il deviatoio che immetteva sul tronchino (ora tagliato e isolato anche dai binari principali), conserva ancora il macaco con indicatore di direzione a lanterna girevole! Altre reliquie sono visibili qua e la come ad esempio un paio di grosse valvole idrauliche alloggiate in nicchie lungo la parete del camerone.

Elementi di archeologia ferroviaria a Precedenze: una della due valvole idrauliche alloggiate in nicchia ed una cassetta metallica per gli apparati elettrici. Degna di nota la marmotta girevole a lanterna ancora presente sul deviatoio oggi in demolizione; sarebbe un pezzo interessante da conservare! Originali sono anche i pali per la linea aerea, sorretti da apposita staffatura ancorata alla volta in mattoni ed i cartelli con le iscrizioni. Nel tempo, solo quello con la progressiva chilometrica è stato leggermente modificato.


Il traffico sulla “Direttissima” è oggi meno intenso, grazie alla linea AV che ospita i treni più veloci ma, curiosità nella curiosità, a Precedenze i convogli in transito sono annunciati, prima ancora che dalle suonerie Leopolder (appena i treni impegnano i segnali di protezione si attivano al pari di una comune stazione), da un cambiamento di pressione atmosferica!
La Grande Galleria dell'Appennino ammette velocità in rango A B e C di 140, 160 e 175 Km/h, pertanto assistere al passaggio dei treni qui è questione di un attimo: un breve convoglio di elettromotrici sembra sfrecciare a velocità spropositata per non parlare degli Intercity!

Mensole con braccetti per la sospensione di tipo elastico ed isolatori a rocchetto, sezionatori a coltello, isolatori a cappa e perno; qui il tempo sembra non essere mai trascorso!


Spronato dall'Ingegnere (complice curioso e divertito al pari mio d'esser la sotto!), sono attento ad annotare e fotografare quanti più dettagli possibile; i pali della linea area ad esempio, sono quelli originali sorretti da staffe conficcate nella volta in mattoni e dispongono di braccetti per la sospensione di tipo elastico con isolatori a rocchetto! A tal proposito mostro ai presenti un campione di mensola con braccio tipo 1937 realizzata in microfusione di ottone con cui il diorama sarà accessoriato e per un attimo...tutti diventiamo dei bambini!!!
Cablaggi di nuova concezione sostituiscono o incrementano quelli esistenti pertanto anche i cartelli con il nome e la progressiva chilometrica di Precedenze hanno cambiato più volte posizione; un tempo sovrapposti l'uno all'altro, oggi si trovano affiancati.
Moderne apparecchiature di sorveglianza e sicurezza, sistemi di comunicazione automatici di emergenza, pozzetti e canaline sono disseminati ovunque lungo il marciapiede, che a dispetto dell'anonima ubicazione presentava un elegante piastrellatura a lisca di pesce.
In prossimità della ritirata, ecco apparire un altro elemento del passato; la fontanella per l'acqua potabile, dall'elegante ed originale forma a conchiglia. Qualche chilometro più avanti in direzione Bologna, si trova infatti una sorgente di acqua purissima intercettata durante lo scavo della galleria e successivamente imbrigliata ad uso degli impianti FS e acquedotti nei due versanti.
Camminando pian piano, si arriva al pozzo n°1 lato Bologna.
Non meno impressionante dell'altro per dimensioni, è stato un tempo percorribile sia dal montacarichi a fune (proprio su questo, nel dopoguerra un funzionario FS perse la vita durante il tentativo di riattivarlo) che attraverso la celeberrima arrampicata di 1863 gradini da affrontare per risalire in superficie! Sul finire degli anni sessanta (cessato il breve periodo in cui Precedenze fu abilitata al servizio viaggiatori), le FS vi incanalarono le discese ad alta tensione provenienti dalla sottostazione elettrica situata a Cà di Landino; come l'altro è sbarrato da un cancello e un'intercapedine in muratura che ne impediscono l'accesso se non per motivi di servizio.
Sul volto superiore, una griglia metallica è a protezione dei cavi A.T. che attraversano la calotta e arrivano ai pali con sezionatore posti sul marciapiede di fronte; a seguito della rimozione del deviatoio verso il binario di precedenza, una gettata in calcestruzzo costituisce oggi un'unica platea calpestabile.
A lato del pozzo si trovano i dispositivi per la manovra manuale (in caso di necessità) dei deviatoi che consentono la comunicazione tra i due binari di corsa in direzione Bologna.
Attraversiamo cautamente i binari e ci portiamo dall'altra parte.
Anche qui la galleria di ricovero è totalmente al buio e non si vede oltre un paio di metri ma, probabilmente perchè ormai ambientati, il senso di angoscia è più attenuato... Mentre i tecnici ci istruiscono sui sezionatori di tipo moderno, noto quello vecchissimo a coltello ancorato al portale e lo fotografo.
Avverto la sensazione di aria che preme sulla nuca e di lì a poco la suoneria Leopolder si attiva. Sfreccia un Intercity in direzione Firenze e solo il fatto che mi trovassi già in posizione con la macchina fotografica mi ha permesso di catturare... una striscia uniforme bianca e verde ma suggestiva!

Veduta d'insieme del posto di movimento Precedenze dal marciapiede opposto. Il confronto con la foto degli anni '50 del secolo scorso mette in evidenza i cambiamenti subiti nel corso del tempo. Le nicchie sono state fagocitate da casotti prefabbricati e moderne apparecchiature sono disseminate ovunque. I cartelli hanno solo cambiato posizione per fare spazio al nuovo cablaggio degli impianti elettrici.


Incamminandoci ora lungo il marciapiede in direzione sud, posso ammirare nel complesso l'intero posto di movimento, un po' stravolto da cabine per la ripetizione dei segnali, box in lamiera e dispositivi vari ma ancora estremamente affascinante! Su questo lato un manufatto in muratura risalente agli anni cinquanta del secolo scorso, ingloba un locale adibito ad officina e gli armadi elettrici per sezionatori e raddrizzatori; recano alcune eleganti iscrizioni d'epoca ancora al loro posto!
Si arriva dunque in prossimità del tunnel lato Firenze dove ci viene data dimostrazione di efficienza dell'impianto SOS in comunicazione costante con il DCO; rispondono prontamente da Bologna e informati dai nostri tecnici che trattasi di verifica.
Anche l'impianto di diffusione sonora in viva voce funziona a dovere.
Come dall'altra parte, di fronte ai deviatoi vi sono le apparecchiature per la manovra manuale, i telefoni e gli armadietti contenenti i moduli procedurali. La galleria principale è ora illuminata per un lungo tratto e dove al buio, si scorgono i moderni pulsanti a luce blu con temporizzatore che una volta premuti consentono l'accensione a gruppi di altre lampade lungo il percorso. In base a nuovi canoni di sicurezza, lungo il tunnel sono installati i corrimano.
Torniamo indietro mentre ancora una volta la suoneria si attiva...è quella della protezione lato Firenze.

Un po' preoccupato perchè siamo a pelo del piedritto e non mi pare si abbia tanto spazio, vengo rassicurato dal fatto che a 60 cm. dal binario non corriamo alcun rischio...io mi porto fino agli armadi elettrici, non si sa mai!
Transita un convoglio di elettromotrici per Bologna e come temevo, il macchinista (grazie ai giubbetti ad alta visibilità che indossiamo) ci vede e richiama la nostra attenzione con un colpo di tromba che mi fa sobbalzare! Eseguo una foto da dietro e a conferma che lì dentro i treni vanno a manetta, saranno i fanali di coda in lontananza e...le condizioni dell'obiettivo dopo il passaggio!

Una forte compressione d'aria anticipa il transito dei treni a Precedenze ed impegnati i segnali di protezione, anche le suonerie Leopolder si attivano. L'attraversamento del camerone, avviene davvero in pochi secondi; ecco le immagini di una E.444 al traino di un Intercity per Roma ed un convoglio di ALe 542 per Bologna...sulla fiducia!


Giunti di fronte al posto movimento, attraversiamo nuovamente e ci accomodiamo nell'ufficio del Dirigente; qui tra le altre cose, avevo fotografato lo schema dei binari dell'impianto, una graziosa Madonnina in stile Andrea Della Robbia e l'orologio che con mio enorme stupore, informa essere già trascorse le tre ore a disposizione... letteralmente volate!
Ci resta comunque tempo per parlare di Precedenze com'era e dell'importante ruolo che ancora oggi la “Direttissima” riveste, del diorama che ho intenzione di realizzare e del modellismo ferroviario in genere.
Chiediamo infine notizie sul treno che sta venendo a prenderci da Bologna e ci confermano essere in linea, in perfetto orario. Dopo alcuni minuti infatti la Leopolder inizia a tintinnare; si spengono le luci dell'ufficio movimento, si chiude tutto a chiave e attendiamo lungo il marciapiede.

L'ennesima panoramica visiva a tutto l'impianto è il mio congedo da Precedenze; faccio tesoro del privilegio che mi è stato concesso e guardo un ultima volta il cartello quasi a volerlo fissare per sempre nella mia memoria!
La compressione d'aria si fa più sostenuta ed in lontananza scorgo il bagliore dei fari; uno dei tecnici agita con movimento lento la torcia di servizio per segnalare al macchinista e al capotreno la nostra presenza.
Si va a Vernio, dove ci attende un ottimo piatto di tagliatelle al sugo, spezzatino e del buon Chianti prima di tornare a casa con un regionale che ci raccoglierà alle 15.30 circa.
Al ritorno, percorrendo la Grande Galleria dell'Appennino, volgo lo sguardo al finestrino in prossimità della stazione; copro gli occhi con le mani ad evitare i riflessi di luce e la intravvedo appena...come sempre prima di questa indimenticabile mattina!