I PRIMI LAVORI

Frugando nel cassetto dei ricordi ho ritrovato alcune foto dei primi diorami realizzati.
L'anno è il 1985 ed abitavo allora nella casa della mia nonna Bruna a Sanremo. L'appartamento si trovava al primo piano di un elegante condominio sito in corso Cavallotti e disponeva di un enorme terrazzo nella parte interna. I ricordi legati alla casa della nonna si perdono nel tempo, in quanto fin da piccolissimo la frequentavo.
Vi passavo lunghi periodi accudito amorosamente quando la mia mamma doveva recarsi per cure all'ospedale S.Martino di Genova e mia sorella Loretta, poco più che adolescente, aveva il compito di badare, oltre che a se stessa, a mio fratello Roberto.
Con la nonna, fino a quando non si è sposato, abitava lo zio Emilio, fratello del mio babbo che come tutti i membri della famiglia Rossi è artista, appassionato di pittura e fotografia.

Nel percorrere con la memoria i tanti episodi che a lui mi legano, indelebili sono quelli trascorsi nell'arco dei miei diciotto anni vissuti a Sanremo. Ricordo i lunghi pomeriggi passati assieme nell'esiguo spazio della cassa/ricevitoria al bar Colombo, sia nel difficile tentativo di farmi recuperare un pò di studio che non seguivo a scuola, sia perchè andavo a trovarlo frequentemente; mi piaceva stare con lo zio Emi a prescindere! Mi portava a pescare al molo del Portosole ed anche in tale occasione la sua pazienza era proverbiale in quanto non sopportavo toccare i pesci a mani nude, quindi ogni volta che tiravo su anche solo un misero "gobbetto", per slamarlo ricorrevo allo zio costringendolo ad interrompere la sua pescata. Memorabile fu poi un'uscita in barca dal rientro burrascoso a causa della nave traghetto Corsica Ferries che, non troppo distante, stava anch'essa per fare ingresso al porto. Emilio si trovò a dover contrastare la onde prodotte, vogando come un forsennato! La barchetta, dal nome "Lisca Nera" (riportava anche un grazioso disegno fatto dallo zio), dondolava fortemente e la paura fu davvero tanta! Molte infine le scampagnate a S.Romolo o nella piccola tenuta a Verezzo, dove Emilio si dedicava alla cura di piccole coltivazioni. Lo zio veniva a prendermi sotto casa o io lo raggiungevo al bar e si viaggiava a bordo di una specie di Lambretta molto sportiva. Anche qui zio Emi aveva il suo bel da fare perchè io nelle curve controbilanciavo...dalla parte opposta, con il rischio di fargli perdere il controllo!

Come raccontato nei capitoli precedenti, gli anni della mia adolescenza trascorrevano all'insegna della passione per i treni. Nel 1985 lavoravo come incisore da Angelo Rapetto, quindi non avendo più il tempo per scorrazzare in cabina di quelli veri, acquistavo i modelli e costruivo alcuni diorami. Questi, che posso definire i primi in assoluto, sono fotografati proprio da Emilio.

Fanno sorridere le tecniche e soluzioni adottate per la realizzazione del deposito locomotive, dove il meglio della produzione Rivarossi è in bella mostra, compresa palificazione e linea aerea superstite del famoso plastico di Roby! Ci sono già le più volte citate locomotive in scala 1/80 e non manca qualche autocostruzione come la colonna idraulica o il rifornitore di gasolio sotto la copertura di tegole!
Avevo appena acquistato una gru ferroviaria di Roco e orgogliosamente, la mettevo in mostra.

Un po' meno ilarità suscita invece rivedere fisico del ragazzino che ero...beh, meglio sorvolare!
Poco tempo dopo, mi cimentai anche in un piccolo plastirama in scala N realizzato con materiale regalatomi da Sandro e riciclando qualche accessorio per la scala H0 come ad esempio il ponte a travata inferiore, il caseggiato sul colle (una ex stazione S.Nazario!), o i portali per la linea aerea, ottenuti dall'elaborazione di pali LS in plastica, assoluta novità dell'epoca. Anche in quell' occasione il fotografo fu lo zio che effettuò, tra gli altri, uno scatto che tanto mi ricorda le pubblicità sui cataloghi della Lima negli anni 70.

L'atmosfera è quella di una pagina dei cataloghi anni 70 che pubblicizzavano i treni elettrici. Per dare profondità alle fotografie, lo zio si ingegnò con una coperta blu sulla quale venne fissato un poster. Il diorama fu costruito con materiale in scala N ma riciclando anche vari elementi per la scala H0, come ad esempio il ponte a travata inferiore sullo sfondo ed i portali ottenuti dall'elaborazione di pali LS, allora novità assoluta Lima. La "tartarughina" prototipo è eccezionalmente impegnata al traino di un merci!

Oggi che viviamo distanti (poche centinaia di chilometri, ma sempre troppi!), con zio Emilio siamo in contatto grazie ad internet. Pochi giorni or sono mi ha inviato alcune immagini della vecchia stazione di Ospedaletti, inanimata e silenziosa testimone di una ferrovia le cui opere civili furono decantate fin dai primi anni del secolo scorso come capolavori d'arte e di ingegneria. Chi come il sottoscritto ha avuto il privilegio di viaggiarci spesso, non può non ricordarne anche la bellezza del paesaggio circostante. Una nota curiosa; zio Emilio da molto tempo presiede il Circolo Artisti Sanremesi, la cui sede oggi è il fabbricato del dismesso scalo merci, ex stazione di Sanremo...l'ennesimo trait-d'union tra arte e ferrovia!