LO SCATTO PIU' BELLO

E.645 con modanature in alluminio ripresa nel deposito locomotive di Savona. La fotografia è scattata dal treno in corsa sul viadotto che precede la stazione Mongrifone provenendo da Ventimiglia. La E.626 a cui è agganciata e con il pantografo in presa, fa pensare che le due macchine abbiano appena manovrato dallo scalo Parco Doria.

Ho accennato all’amico Riccardo che incontro sempre volentieri quando ho l’occasione di tornare a Sanremo; la comunicazione internet ci rende oggi meno lontani ma una visita alla sua splendida collezione ed al plastico è per me irrinunciabile; confesso aver preso spunto da quanto visto nel suo “atelier” per allestire la mia stanza dei treni.
A lui devo, tra le tante cose, l’avermi iniziato alla fotografia dei rotabili.

Ricky, compagno di studi di Roberto, all’epoca condivideva con lui oltre alla passione per i treni, quella per la musica, suonando le tastiere nello stesso gruppo musicale dei Quasar. Ebbi modo di apprezzarli in sala prove (una stanza tappezzata da cartoni pressoformati per le uova che mi affascinò molto), ed in concerto al Teatro Ariston per un'evento organizzato dall’Istituto Tecnico Cristoforo Colombo di Sanremo.
Il quaderno con le fotografie di cui parlo nella presentazione, era stato arricchito da numerose immagini di locomotive trifase che Ricky scattò durante un viaggio scolastico in Piemonte (che ancora oggi Roby rammenta!), ed altre prese tra Sanremo e Savona Letimbro.
Mi recavo talvolta a casa sua per acquistare alcuni modelli Rivarossi di cui si disfaceva ma dei quali racconterò in altra occasione perché come detto, saranno i rotabili su cui eseguirò i primi lavori di elaborazione e che ancora oggi conservo.
In una di queste visite, informai Ricky della mia imminente partenza per la solita vacanza ad Arezzo e lui suggerì di documentarla con qualche fotografia perchè avrei certamente incontrato rotabili inusuali sulla linea ligure.
Non disponevo di alcuna macchina fotografica quindi mi fece un regalo apprezzatissimo, con il quale avrei trascorso da quel momento buona parte del mio “tempo libero ferroviario”: la Kodak Instamatic 44 Camera con cui fino ad allora aveva lui stesso ripreso le tante fotografie menzionate.

La macchina, una scatolina nera dalla forma panciuta, aveva un funzionamento semplicissimo e con regolazione di messa a fuoco automatica, l’ideale per un neofita! Si caricava velocemente con un rullino del tipo a cassetta che ricordo disponibile da 12 o 24 pose e credo di averla inaugurata proprio durante il viaggio verso Arezzo.

Ecco la classica composizione dell' Exp. 349 per Roma Termini. Il treno aveva in composizione carrozze provenienti dalla Francia, compresa quella diretta Nizza-Firenze che era ubicata in coda per la veloce separazione una volta giunti a Pisa C.le.

Exp. 349 per Roma Termini delle ore 10.18, carrozza diretta Nice- Firenze S.M.N.(in coda) e poi su di un locale fino ad Arezzo.
Scattai diverse fotografie, onestamente non un granchè, molte sparate dal treno in corsa appena scorgevo…qualunque cosa mi venisse incontro!
Giunti a Pisa, durante le operazioni di distacco dal treno per Roma (la nostra carrozza veniva agganciata ad un Diretto proveniente da Livorno per Firenze), immortalai perfino il manovratore con la bandierina! Altre foto furono prese in stazione ad Arezzo, dove colsi un' elettromotrice del tipo E.624 con carrozza pilota Corbellini, già acquistata dalla LFI ma ancora nei colori e marcatura FS.
Vi è però uno scatto del quale vado fiero e che reputo il più bello in assoluto tra i tanti fatti in quel viaggio, spontaneo e difficile da eseguire con quella “macchinetta” dal treno in corsa!
Aiutato dalla classica fortuna del principiante all’ingresso di Savona Mongrifone (all’epoca di recente inaugurazione) e transitando sul viadotto che sovrasta il deposito locomotive, ho catturato un'inaspettata E.645 con modanature in sosta sul piazzale!
Ritengo oggi si trattasse della 043 perché risulta dalle scritture postume, fosse assegnata in quegli anni proprio al deposito Savonese. La fotografia, che può far storcere il naso per qualità dell’immagine, evoca in me ricordi vivissimi, uno su tutti quello della mia cara mamma con la quale viaggiavo quel giorno!