FIAT Y 0160 ULTIMA CORSA


Dopo averlo pubblicato sul numero 167 (Settembre 2003), della rivista Tutto Treno il mio ETR Y 0160 partecipò ad un concorso organizzato dal Gruppo Modellisti Senesi di Asciano dove, sebbene trascorso un anno dalla presentazione sulle pagine della rivista, la giuria gli assegnò il primo premio per la categoria “Treni e diorami ferroviari”.
Al termine della manifestazione un piccolo incidente (fortunatamente occorso alla sola ambientazione!) rese necessarie alcune riparazioni e fu l’occasione per aggiornare tutto il complesso.
Dovendo sostituire palificazione e catenaria, tranciate di netto da un quadro che decise di staccarsi dalla parete proprio il giorno prima del ritiro dei modelli, ho eseguito alcune modifiche anche sull’elettromotrice così da migliorarne un poco l’estetica.
Innanzitutto ho realizzato i pantografi in metallo, sostituendo quelli in plastica che equipaggiavano il modello quando preparai l’articolo. Questa volta sono partito da una coppia di 52 Sommerfeldt modificati a somiglianza dei 52 DPS, onestamente ben riusciti ma come gli altri non mobili; uno è riprodotto in posizione alzata sempre in presa e l’altro abbassato.

Ho spostato anche i castelletti che li sorreggono verso un lato dell’imperiale così da simulare il movimento trasversale che tali meccanismi eseguivano al vero quando, per effetto del giroscopio, la cassa si inclinava nelle curve.
La resa scenica osservando il modello sul diorama cui è abbinato è di notevole effetto!
Ad accentuare l’impressione del rotabile “in piega” un piccolo stratagemma, invisibile all’osservatore; in un punto prestabilito del diorama tra le rotaie, vi è un foro attraverso il quale una barra filettata della lunghezza di circa 3,5 cm. va ad inserirsi nella carenatura dell’elettromotrice al cui interno, (fissato con colla epossidica bicomponente), si trova un dado di eguale passo. Potendola registrare da sotto, tale vite permette di regolare l’inclinazione del rotabile, trattenendolo al tempo stesso così da poter maneggiare il diorama a modello già posizionato.
Già che la riqualificazione era in corso, ho voluto dotare l’ Y0160 con strumenti di misura autocostruiti, quali una coppia di accelerometri visibili in corrispondenza dei carrelli e due nuove telecamere per monitorare i pantografi, conformi al periodo ultimo di esercizio.
Anche i tergicristallo sono stati sostituiti con altri in fotoincisione di produzione Mdf. Infine dopo aver costruito una porta di accesso posticcia, verniciata e rifinita con tanto di vetro e maniglie di apertura, ho realizzato alcune suggestive immagini ed il breve racconto di fantasia ispirato ad una corsa prova effettuata quando il ciclo sperimentale della 7199 volgeva al termine. Buon viaggio!

Firenze, primavera 1975.
Conclusa la sessione di prove effettuate nel mese di Aprile sulla Roma – Napoli (verifiche di comportamento di due treni incrociantisi ad alta velocità, in cui raggiunse realmente i 220 km/h.), l’elettromotrice sperimentale Y 0160 si apprestava a fare rientro alla Fiat Ferroviaria di Savigliano, stabilimento da cui nello stesso periodo, stava per muovere i primi passi il primo semitreno dell’ ETR 401, suo diretto discendente.
Era chiaro ormai che questo “ritorno a casa” avrebbe significato per il simulacro l’accantonamento pertanto, alcuni tra i tecnici FS ormai affezionati all’avveniristico rotabile che avevano fin da subito battezzato “Pendolino”, decisero di prolungargli per quanto possibile…la vita!
Coadiuvati nell’impresa dai colleghi del Centro Dinamica Sperimentale (i quali inoltrarono ai vertici FS l’urgente richiesta del veicolo al fine di poterlo trattenere nella propria struttura), si deliberò una nuova serie di verifiche da effettuarsi tra Firenze e Chiusi.
Un’indiscrezione postuma fece apprendere uno stralcio della relazione inviata come richiesta alle maestranze FS e Fiat che citava… al fine di monitorare sollecitazioni e relative armoniche distribuite al filo di contatto in assetto variabile con pantografi in presa di tipo diseguale… Diavolo d’un fiorentino!
Giunta nel capoluogo toscano, il personale del CDS si occupò dell’installazione a bordo (senza alcuna fretta in verità!), di apparecchi collegati tramite cavo esterno ad un pantografo tipo 52 tradizionale con strisciante centinato e per il quale una prescrizione lo indicava … da utilizzarsi attivo, previo strumentazione, anteriore al senso di marcia del rotabile… quindi, pochi giorni più tardi, furono pianificate alcune corse prova.
Alla prima di queste, un altro curioso aneddoto è legato.
Il simulacro Y 0160 fu inviato di buon mattino a Firenze Campo Marte per il disbrigo delle pratiche concernenti il viaggio fino a Chiusi C.T. nonchè le verifiche di rito. Una lieve foschia ammantava i binari adiacenti il lungo edificio del magazzino merci (oggi scomparso), dove il rotabile fu fatto sostare a lungo in attesa di una attenuazione del traffico, intensissimo al mattino, generato dai numerosi treni pendolari, direttissimi per Roma ed espressi notturni provenienti dal sud.

Il modello dell'elettrmotrice sperimentale FIAT Y 0160, deriva dalla trasformazione di alcuni elementi di un ETR 450 Lima dal quale ho prelevato i due musetti frontali completi di cabine guida e la porzione centrale di una della carrozze. Questa ha dovuto a sua volta venire modificata per la diversa disposizione dei finestrini. Nonostante alcune inevitabili approssimazioni la linea inconfondibile del rotabile è pienamente restituita. L'articolo con descrizione completa dell'elaborazione dal titolo "Tutti a bordo del primo Pendolino" è pubblicato sul numero 187 della rivista Tutto Treno. Nella foto qui sopra un particolare dell'accelerometro (strumento con cui durante alcuni test veniva equipaggiata la vettura laboratorio), autocostruito e posizionato in prossimità del carrello. Il pantografo 52 tradizionale, qui montato per dare sostanza al racconto in corso, è intercambiabile con la coppia di 52 DPS appositamente realizzati.

Personale di condotta e tecnici ebbero tutto il tempo per sorseggiare alcuni buoni caffè e dare un’occhiata ai quotidiani mentre si avvicendavano a bordo colleghi e addetti ai lavori desiderosi di visitare il rotabile; svariate furono le richieste per un saggio sull’ inclinazione della cassa da fermo, prontamente esaudite.
Verso le ore 10.00, stabilizzatasi la situazione del traffico lungo la linea, arrivò l’autorizzazione a partire. Ci si accorse “solo in quel momento” che la motrice, così come giunse dal CDS, si trovava con il pantografo 52 in posizione posteriore, contrariamente a quanto prescritto!
Una svista? Si vociferò in seguito di un piccolo “sabotaggio interno”, per poter ritardare ulteriormente l’inizio dei test a tutto vantaggio… del simulacro!
Se di sabotaggio si trattò, ad ogni modo non fu tenuto conto della possibilità di ruotare il treno istradandolo sul triangolo Firenze C.M. – S.M.N. – Rifredi, che nel giro di una ventina di minuti (considerando l’inevitabile retrocessione in una delle suddette stazioni o almeno due cambi cabina!), lo avrebbe riportato a Campo Marte correttamente orientato, decisione che in mezzo a coloritissime imprecazioni tipiche toscane, fu presto presa!
Qualcuno tra i Dirigenti Movimento suggeriva addirittura di inviarlo al Romito per “girarlo” sulla piattaforma del deposito “ …e si fa prima Diobonino,…o icchè ci vòle?...”
Pare che al CDS, alcuni addetti furono costretti a soffocare le risa nel veder passare l’ Y0160 ora di qua, ora di là!... La corsa prova ricevette il via libera solo alle ore 11.15 dove il simulacro, a passo sostenuto sotto un tiepido sole, prese a serpeggiare tra le sinuose anse della valle dell’Arno.

Una vista dall'alto della vettura 7199 mentre sosta in attesa di ricevere l'autorizzazione alla corsa prova da tenersi quel giorno. Qui l'elettromotrice è ambientata sul grande diorama apparso più volte sulla rivista. Il gioco di luce ed ombra studiato per la fotografia, nonchè un lieve schiarimento della stessa ad effetto patina del tempo, contribuiscono al risultato d'insieme. Il lungo magazzino merci è dato dall'unione di tre edifici Rivarossi.

Ecco avvicinarsi due ferrovieri ad osservare il rotabile. Si veniva attratti dalla forma aerodinamica del veicolo e la sgargiante livrea applicatagli; a detta di molti i paragoni con un aereo si sprecavano! Tra i numerosi dettagli come le luci rosse e la tabella di coda, vi sono le piccole protuberanze con la punta nera che riproducono i gommini di arresto delle porte! Il pantografo è uno dei 52 DPS rifatti per l'occasione.

Si scambiano quattro chiacchere con i colleghi a bordo ...assetto variabile...giroscopio... il desiderio di una breve visita all'interno è irrefrenabile! Lo sportello aperto è realizzato a parte proprio per ottenere inquadrature ad effetto come questa!

E' arrivato il momento della partenza! La porta è stata chiusa e l' Y0160 con a bordo tecnici FS e Fiat, lentamente scivola lungo i binari.

Siamo in piena linea ed il susseguirsi di curve viene affrontato con disinvoltura grazie all'assetto variabile che consente all'elettromotrice di ruotare la cassa di 10° così da compensare l'accelerazione trasversale. Il pantografo 52 tradizionale, oggetto del test, è monitorato oltre che dalla strumentazione ad esso collegata, da una telecamera sull'imperiale. Notare la posizione decentrata del castelletto e l'inclinazione accentuata della cassa che simulano il comportamento del rotabile vero. Il diorama di ambientazione è preparato appositamente per l'esposizione di questo modello.

Si attrversa la rigogliosa vegetazione della campagna toscana in una assolata mattina di primavera del 1975.

Altra immagine dell' Y0160 visto di coda. Anche da questa inquadratura, l'effetto inclinazione della cassa è convincente. Sullo sfondo, in penombra, una della tante gallerie presenti sulla vecchia linea Firenze - Roma nei pressi di Bucine! Non mancano i cartelli monitori sui pali, picchetti di verifica tracciato e canalette di contenimento per i cavi lungo linea.

Vista d'insieme del diorama che ospita il simulacro. La linea aerea è realizzata in filo di rame saldato.